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    Max Giusti

    Reggio Calabria – Un “Cattivissimo Max” Giusti con il sorriso al teatro Cilea

    di Grazia Candido – Uno spettacolo comico pieno di personaggi che prenderanno in giro l’assurda realtà che ci circonda. Il doppiatore romano Max Giusti prima di “sbarcare” al teatro “Francesco Cilea” il prossimo 21 Ottobre ed aprire la nuova stagione teatrale dell’Officina dell’arte, ci racconta il suo “Cattivissimo Max”, one man show scritto da Giusti insieme a Marco Terenzi e Giuliano Rinaldi, che regalerà grande allegria con un’analisi un po’ cinica e spietata dell’attualità. Lo spettacolo è chiaramente un tributo a “Cattivissimo me”, il film di animazione in cui l’attore ha prestato la voce al protagonista, Gru, un personaggio che è rimasto nel cuore di grandi e bambini.
    Porta in scena lo spettacolo “Cattivissimo Max” ma in realtà sappiamo che non è per nulla cattivo anzi ha trovato un modo per esorcizzare questa attualità.
    “A teatro sono un po’ graffiante e lo sarò anche con il mio mondo della televisione. Parleremo di come è cambiata la Tv negli ultimi 30 anni, del successo della numero uno, la De Filippi e avremo dei personaggi particolari che sbarcheranno per la prima volta a Reggio Calabria come Terence Hill, Elthon John e non potrà mancare Cristiano Malgioglio. Parleremo molto di Hip Hop a partire dagli anni ’80 per arrivare a Jovanotti, Fabri Fibra e un excursus che riguarderà anche la Calabria”.
    Tra un personaggio e l’altro, analizzerà anche la situazione della sua città, Roma, trovando una soluzione definitiva.
    “Parleremo anche di Roma ma a Reggio Calabria toglierò alcuni passaggi perché non so quanto realmente possa interessare agli amici reggini. Racconterò invece, chi sono i nuovi italiani e andremo a conoscere il perché tutti i negozi di fruttivendoli nel Centro Italia sono diventati egiziani. Ma anche come è possibile che i cinesi parlino ancora con la L quando sono di 4° generazione a Roma, praticamente ci prendono in giro e come è cambiata la nostra fruizione di girare il mondo. Una volta per andare a mare, ci si preparava anche per fare 20 km, sembrava una traversata. Oggi, con le low cost ci troviamo a Tiblisi non perché ci interessa ma perché si paga 30 euro per andarci. Avremo tante cose da raccontare in uno spettacolo travolgente tra musica e gag”.
    Lei fa dell’imitazione un’arte e se apparentemente sembra tutto facile, dietro ad ogni imitazione c’è un lavoro abnorme di costruzione e studio. Quale è stato il personaggio più difficile da fare?
    “Credo Massimo D’Alema. Di Luciano Gaucci la voce mi è uscita subito ma servivano 2 ore e mezza di trucco. Ci vuole un bel po’ lavoro anche per fare il mio grande amico Antonino Canavacciuolo: devo prendere tanti chili. Ma questa è una grande passione e non la perderei per niente al mondo”.
    Apre ufficialmente la stagione della compagnia teatrale Officina dell’Arte, un gruppo di “folli menestrelli”, così si definiscono, che, nonostante la grave crisi economica, per il quarto anno consecutivo stanno rischiando tutto per fare cultura in città. Cosa ne pensa?
    “Ho preparato una versione da viaggio proprio per arrivare a Reggio Calabria ed offrire uno spettacolo senza dover gravare troppo sul budget della compagnia. Ci tenevo troppo ad aprire la stagione ed appoggiare questo gruppo di lavoro fantastico che ha fatto sì che Reggio Calabria non rimanesse fuori dai grandi circuiti teatrali. Sono grato all’Officina dell’Arte per questo invito e vi ripagherò con uno spettacolo assolutamente divertente”.
    Sono certa che ci farà ridere facendoci dimenticare per qualche ora, un’Italia che fa un po’ paura, soprattutto per il futuro dei nostri figli. E lei è un papà e può ben capire.
    “Sono papà doppiamente, nella vita e nei cartoni perché da tre edizioni faccio Gru. Un Paese che non sa progettare il futuro è un Paese che si spaventa. Spero che i nostri figli possano continuare a vivere e lavorare qui: il fenomeno che più mi rattrista è vedere pullman che, come 40 anni fa, partono dalle nostre città per portare i giovani a lavorare nel Nord Europa. Questa roba me la ero dimenticata e non immaginavo di riviverla. C’è differenza quando si parte per scelta e quando si parte per necessità”.
    Radio, teatro, cinema, tv. Nel cassetto quale altro sogno ha da realizzare?
    “Li ho realizzati tutti. Per la mia carriera artistica rimane, magari tra una decina anni anche meno, preparare una versione di Sanremo ma con calma senza fretta. Male che vada, mi compro il biglietto e lo vedrò comodamente seduto”.
    Inviti i reggini a venire a vederla il prossimo 21 ottobre al teatro “Cilea”.
    “Amici di Reggio Calabria, questo spettacolo è stato visto in tutta Italia da circa 50 mila persone e abbiamo superato le 90 repliche. Volete mancare proprio voi? E’ lo spettacolo più comico che ho realizzato, si ride ininterrottamente per un’ora e 50 minuti. Non è solo un monologo, c’è molta musica, parodie e tanti personaggi. Vi aspetto fiducioso. Io non vedo l’ora di venire”.