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    Guccione: “Azioni istituzionali per sbloccare Sanità calabrese? Meglio tacere”

    “E’ grave che non si sia proceduto fino ad oggi ad avviare le assunzioni nel comparto della sanità calabrese, sebbene fossero state annunciate azioni eclatanti da parte di esponenti delle istituzioni, solo qualche settimana fa, per sbloccare le assunzioni. Ma di queste azioni non abbiamo avuto nessuna avvisaglia. Ci troviamo nel mese agosto e siamo punto e a capo. Chi pensa di poter giocare sulla salute dei calabresi, tentando di fare la voce grossa per poi perderla in vista del periodo vacanziero, fa un danno alla Calabria e alla qualità della Sanità calabrese”.
    E’ quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito democratico.
    “Sono anni che sulla sanità qualcuno spera – sostiene Carlo Guccione – o è in attesa di possibili investiture, alimentando un conflitto istituzionale che rischia di portare la sanità in Calabria verso una situazione dove non sono garantiti i Livelli essenziali di assistenza. Mentre il Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria si trova in una condizione di forte difficoltà: mancano ottanta dipendenti, sono in servizio soltanto 41 unità lavorative, non esiste il dirigente responsabile degli accreditamenti, della rete ospedaliera, del settore Bilancio, Prevenzione e Affari generali”.
    “E in questi ultimi tempi, – sottolinea Carlo Guccione – dopo la vicenda kafkiana del pensionamento improvviso dell’ex direttore generale Fatarella (il suo contratto non era ancora scaduto), è stato nominato un reggente. Non è pensabile, alla luce delle condizioni in cui versa il Dipartimento Salute della Regione Calabria (che dovrebbe gestire circa 3 miliardi e mezzo di euro di risorse che lo Stato trasferisce alla Regione per la Sanità), pensare di poter cambiare e dare maggiore efficienza al nostro sistema sanitario regionale”.
    “Sulle nuove assunzioni – puntualizza Carlo Guccione – nel comparto sanità, dopo 8 anni di blocco del turn over, o si ha la capacità nelle prossime ore di sbloccare il decreto sulle assunzioni o è meglio che le istituzioni tacciano ed evitino di strumentalizzare, per altri fini, la sanità calabrese”.