Giunto al suo quarantottesimo anno di attività, l’Anglo-Italian Club di Reggio Calabria presieduto da un Committee tutto al femminile (President Sabata Petrilli, Vice-President Janet Lewis Di Marco, Public Relations Officer Teresa Scordino, Treasurer Rita Parrino, Entertainments Secretary Piera Sergi Antonazzo), prosegue la propria mission attraverso un calendario di incontri dal taglio spiccatamente interculturale e linguistico, che si svolgono come di consueto presso l’Aula Magna dell’I.T.E. “Piria”.
Ospite dello staff del Club è stato il professore Federico Gaspari attualmente docente di lingua e traduzione inglese presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, con esperienze pregresse di docenza in tutta Italia ed anche all’estero, presso le Università di Manchester e Salford.
Un profilo professionale di eccellenza quello di Gaspari, che annovera circa quaranta pubblicazioni, in qualità di autore e coautore, destinate a prestigiose riviste internazionali specializzate, una monografia pubblicata nel 2010 e un più recente lavoro dal titolo “Online Translation” apparso in Routledge Encyclopedia of Translation Technology. I settori di maggiore interesse dello studioso riguardano le tecnologie della traduzione, quella automatica in particolare; la traduttologia applicata, la linguistica descrittiva dell’inglese e la linguistica dei corpora della fraseologia.
Relatore di prestigio, il professore ha proposto ai soci e simpatizzanti del Club un’interessante conversazione in lingua inglese sul tema “The (hi)story of machine translation”.
Rapporto fra traduzione interlinguistica e i progressi delle tecnologie informatiche, questo il quadro tematico della presentazione che ha riguardato una panoramica della storia della traduzione automatica, ripercorrendone le tappe fondamentali.
Come ha sottolineato il docente universitario, a partire dal XVII secolo, filosofi come Cartesio, Leibniz e Wilkins si interrogarono sulla possibilità di creare delle ‘lingue perfette’ o dei ‘linguaggi universali’, che consentissero a persone di nazionalità diverse di comunicare tra loro, superando le barriere linguistiche che impedivano la reciproca comprensione. Solo molto più tardi si affacciò l’idea di creare sistemi di “traduzione automatica”, vale a dire programmi che permettessero ai computer di tradurre testi da una lingua all’altra. Gaspari ha ricordato che l’anno convenzionalmente assunto come ‘data di nascita’ della traduzione automatica, così come la conosciamo oggi, è il 1949. Il merito va a Warren Weaver, un importante scienziato americano a capo della prestigiosa Rockefeller Foundation, il quale scrisse una lettera ad alcuni ricercatori proponendo metodi tramite cui, a suo avviso, i computer potevano essere impiegati per tradurre, un’idea assolutamente rivoluzionaria per i tempi che l’hanno partorita.
La conferenza è proseguita, attraverso un’illustrazione tramite slides dello sviluppo della traduzione automatica, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino ai giorni nostri, con particolare attenzione rivolta alle pietre miliari che hanno determinato la crescita di questo settore decennio per decennio. Un excursus accattivante quello proposto dal professore, che ha coniugato aspetti tecnici e storico-culturali, con riferimenti puntuali atti ad esplicitare l’evoluzione della materia in oggetto, tematiche di indubbio impatto nell’attuale era del digitale e dunque con risvolti di innegabile attualità.
A partire dagli anni ’80, ha proseguito Gaspari, “il progresso della traduzione automatica è stato accelerato dall’avanzamento dell’informatica, con la crescente disponibilità di hardware affidabili a costi relativamente bassi e grazie all’aumento della potenza di calcolo dei computer, fino all’affermazione di Internet verso la fine degli anni ’90 e alla più recente diffusione delle app per smartphone. Ne è emersa una storia affascinante, scandita da drastiche oscillazioni tra periodi di notevole ottimismo ed espansione, seguiti da delusioni e battute d’arresto, in parallelo all’enorme sviluppo tecnologico degli ultimi decenni.” Grazie alla determinazione di tanti scienziati e investitori, come ha evidenziato il relatore, l’ambizioso obiettivo di creare sistemi di traduzione automatica non è mai stato abbandonato; in virtù dei piccoli progressi compiuti nell’arco di circa settant’anni, oggi tutti hanno a disposizione sistemi di traduzione automatica gratuiti su Internet, per tradurre tra decine di lingue, alcune anche piuttosto rare. Questi servizi sono ancora chiaramente imperfetti, ma rimane da vedere quali ulteriori progressi potranno far registrare nei prossimi anni.
Le argomentazioni proposte dal docente hanno avuto un’interessante appendice affidata ad un coinvolgente dibattito con i partecipanti, durante il quale vari interrogativi sono stati sollevati, in particolare dai numerosi docenti che hanno preso parte alla conferenza. “Con il continuo progresso informatico e tecnologico, dobbiamo prepararci all’idea che i sistemi di traduzione automatica miglioreranno gradualmente, fino al punto di rendere inutili in futuro figure come quelle dei traduttori e degli insegnanti di lingue straniere?”
Gaspari ha spiegato come “chi si occupa di traduzione automatica oggi ha propositi molto meno ambiziosi rispetto a chi lavorava in quest’ambito in passato, quando invece prevaleva un ottimismo che faceva sembrare raggiungibile qualunque obiettivo, per quanto difficoltoso; al contrario di quanto avveniva negli anni ’50, oggi è infatti ampiamente riconosciuta l’impossibilità tecnica di realizzare, con le conoscenze attualmente disponibili, sistemi che siano in grado di tradurre perfettamente qualunque tipo di testo senza alcun aiuto da parte di operatori umani.”
In attesa di ospitare in futuro un’altra conferenza-dibattito con il professore Gaspari, l’Anglo-Italian Club ricorda i prossimi appuntamenti in calendario, che si terranno presso l’ITE “Piria” con inizio alle ore 18:30: 16 marzo, “Brexit” a cura di Rita Parrino; 23 marzo, “Discovering Brazil and some Brazilian culture” a cura del prof. Josevaldo Costa Aragao; 30 marzo,“An excursion in and around Aspromonte” a cura di Bryan Christian.





