“Piacevole è stata la mattinata di Domenica 12 Febbraio, trascorsa a visitare, in compagnia di Antonella, una giovane volontaria del museo, appassionata di storia dell’arte, che mi ha fatto da guida, gli storici saloni de palazzo ex brefotrofio, oggi Palazzo della Cultura, intitolato, a seguito di referendum popolare, al nostro compaesano Pasquino Crupi: giornalista, opinionista, critico letterario, nonché appassionato uomo politico al servizio del paese”. Lo scrive in una nota Salvatore Moschella- Dirigente PRI R.C.
“Ho soddisfatto un desiderio – spiega Moschella – e, nel contempo, accettato l’invito rivolto ai cittadini reggini dall’Assessore alla cultura e alla legalità della Provincia dott. Eduardo Lamberti- Castronuovo a visitare la nuova struttura pubblica adattata ad ospitare principalmente ed inizialmente gran parte delle opere d’arte confiscate, quindi sottratte dalle mani di chi indebitamente si era impossessato, che grazie all’opera della magistratura e di quanti hanno lavorato a tal fine, sono rientrate nella legalità ed alla fruizione di tutti i cittadini.
Non voglio manifestare qui, più di tanto, lodi al Dott. Lamberti, il cui valore è noto in città, quanto meno riconoscere allo Stesso il merito di questa grandiosa iniziativa: proposta e realizzata con insistenza e caparbietà, nonostante ci fossero state diverse contrapposizioni. Il Dott. Lamberti ha avuto l’appoggio del Presidente dell’Amministrazione Provinciale Dott. Giuseppe Raffa e pertanto l’opera è stata realizzata in tempo utile per poter ospitare l’importante raccolta di quadri di noti pittori di diverse scuole pittoriche, subito dopo il successo di pubblico che si è avuto in occasione della loro esposizione presso il Museo archeologico di Reggio Calabria.
Non avendo mai visitato il Palazzo e non sapendo da dove incominciare, tra l’altro mia moglie che è sempre in mia compagnia in questo genere di visite, stavolta non era con me, ho gradito moltissimo la disponibilità di Antonella, che si offerta di farmi compagnia e di illustrarmi con dovizia di particolari, dimostrando competenza e preparazione professionale, ogni quadro che mano a mano si poneva alla nostra vista. Per prima abbiamo visitato il grande salone dove erano state raccolte ed esposte con un certo criterio i quadri confiscati, tra cui molti, di grandi autori come : De Chirico, Morandi ,Fontana, Ligabue, Migneco e molti altri ancora di cui la loro originalità è stata accertata e tanti altri di dubbia originalità, ma di buona fattura pittorica. I falsari, se di falsi si tratta, sono stati molto bravi a riprodurli, tanto da imbrogliare lo stesso acquirente e confondere le idee agli stessi esperti. Comunque accertamenti sono in corso per convalidare o meno la firma dell’autore. Soltanto questa categoria di quadri raggiunge il numero di 125 tele, un numero consistente, oltre a quelli aggiuntesi successivamente.
La visita continua nelle diverse sale e piani del Palazzo che riportano il nome di personalità del nostro paese che si è voluto onorare ed è in alcune di esse che ho ammirato, grazie alla mia preparata guida, tutte le opere: oltre alle tele, una ricca biblioteca, lasciata in eredità, per sua volontà, al Palazzo della Cultura, dagli eredi del Senatore Calarco, trattasi di circa 85 tele, di vari autori , oltre a migliaia di libri, di ogni tematica, che un solerte bibliotecario stava ordinando meccanograficamente per autore e materia trattata per rendere, appena terminato il lavoro, più facile la consultazione. Antonella ha avuto il suo da fare per soddisfare la mia curiosità ogni qualvolta una tela attirava più delle altre la mia attenzione, e devo dire, è stata sempre all’altezza del compito. Abbiamo fatto delle dissertazioni su un quadro, di arte moderna, apparentemente di scarso valore pittorico, si trattava di due linee parallele curve tracciate dal basso verso l’alto con le due estremità più sottili ed ognuno di noi l’ha interpretato in maniera diversa. Io ho visto in quella semplice figura la complessità e l’enormità dell’ infinito che tende al finito come ogni cosa. L’intelligente risposta di Antonella è stata: ogni persona vede qualcosa di diverso dall’altra, secondo lo stato d’animo del momento, anche se molto spesso gli scrittori o i pittori scrivono e dipingono per se stessi o per pochi eletti che riescono a capirli.
Nel prosieguo della visita sono stato attratto da un basso rilievo che a prima vista sembrava fatto in bronzo che l’attenta guida mi ha spiegato trattasi invece di una ceramica metallizzata del pittore Enzo Assenza di Pozzallo, inventore di un nuovo modo di lavorazione della ceramica metallizzata. Ad attirare la mia attenzione c’ è stata anche una carta corografica della Calabria ulteriore risalente al 1783 realizzata da Padre Eliseo della Concezione, che Antonella mi ha spiegato: Padre Assenza , esperto cartografo, costruì pezzo per pezzo, da visione diretta, subito dopo il famoso terremoto del 1780 che è stata considerata come una delle prime ed importante carta sismica della Calabria.
Un’altra sorpresa si è aggiunta alle altre nel momento in cui la guida mi ha accompagnato nelle sale in cui espongono autori contemporanei, tra cui molti reggini e tra questi mi ha fatto piacere scorgere le tele, subite riconosciute, di un mio amico il Dott. anatomo-patologo Antonio Nicolò, che usa le sue tele impressioniste e moderne per arredare, tra l’altro, il suo studio medico, rendendolo accogliente e rilassante ai suoi particolari clienti.
La mattinata è volata in un baleno immerso come sono stato ad ammirare le numerose tele raccolte in questa bella struttura, ognuna diversa dall’altra per stili e colori che hanno appagato il mio desiderio di conoscenza e di cultura di cui il mio ego è assetato e che non può fare a meno.
Ancora una piccola cosa restava da vedere che Antonella non mi ha fatto mancare: la sala dei trenini elettrici realizzata da esperti artigiani, tra cui molti ex ferrovieri, ormai pensionati, che amano i trenini e le ferrovie. E ciò non mi poteva mancare essendo stato io stesso ferroviere, appartenente ad una famiglia di ferrovieri.
Il Palazzo della Cultura non è solo ciò che ho descritto, è qualcosa di più, in quanto in continua evoluzione, promotore di tanti eventi culturali al servizio dei cittadini che questi spazi vogliano usufruire per mettere in evidenza e pubblicizzare le loro opere artistiche .
E’ stata un giornata straordinaria, una di quelle che non si dimenticano facilmente ed è per questo che invito cittadini reggini a voler sperimentare questa esperienza visitando il Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi “ di Reggio Calabria, non si pentiranno”.




