di Grazia Candido – Una Calabria sempre più inclusiva che si avvicina al mondo della scuola e, in particolar modo, ai bambini con bisogni educativi speciali. In un gremito auditorium “Nicola Calipari” di Palazzo Campanella, questo pomeriggio, durante il seminario formativo – informativo, patrocinato dall’U.S.R. Calabria, sulle “Strategie di intervento educativo e inclusione scolastica degli alunni con bisogni educativi speciali (Bes)”, è stata presentata la proposta di legge regionale a firma del consigliere regionale Francesco Cannizzaro. Una legge di particolare interesse per i dirigenti scolastici, docenti e operatori del settore socio – educativi che permetterà alla Calabria di allinearsi agli orientamenti in tema di strategie educative con le altre Regione d’Italia e con i Paesi dell’Unione Europea. A spiegare i contenuti e gli obiettivi della legge “Bisogni educativi speciali” ci pensa il direttore regionale Anpec Calabria (Associazione nazionale pedagogisti clinici) Francesca Cartellà che mette subito in evidenza “il meticoloso impegno del consigliere Cannizzaro che ha sposato il progetto e in un anno e mezzo, oggi, possiamo dire di essere la prima Regione del Paese che si muove su una legge per i Bes che completa il quadro italiano dell’inclusione scolastica. Le altre Regione si sono preoccupate sempre dei Dsa (disturbi specifici di apprendimento) mentre per i Bes non si è mai mosso nulla nonostante ci sia la direttiva ministeriale del 2012. Analizzando i reali bisogni della Calabria, abbiamo constatato che ce ne sono tanti e la presenza odierna di docenti provenienti da Catanzaro e Cosenza, ci fa capire che c’è necessità di un aiuto concreto, di fare rete con professionisti per ridare uno sguardo pedagogico”.
Il direttore regionale dell’Anpec Calabria postilla che in primis si “lavorerà sulla prevenzione partendo dalla scuola dell’infanzia per anticipare determinate situazioni di disagio psicologico perché questa scuola viene erroneamente vista come un luogo di gioco ma non è così. Utilizzeremo inoltre l’Icf, il nuovo strumento elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per descrivere e misurare la salute e le disabilità della popolazione e costruire progetti di intervento con l’alunno che vive un disagio”.
Una proposta di legge che “punta l’attenzione non solo alla sfera psicologica o patologica ma sociale”. Ci tiene a precisarlo il garante per l’infanzia e l’adolescenza Regione Calabria Antonio Marziale che postilla: “Occuparsi di bambini esclusi, di bambini con bisogni educativi speciali fa onore ad un territorio che mostra l’esistenza di sacche della politica che guardano ai bisogni dei bambini come priorità. E’ inutile negarlo ma purtroppo, le politiche dei bambini non hanno alcuna priorità nell’agenda di Governo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda è il direttore generale Miur Calabria Diego Bouchè e il dirigente ufficio VI ambito territoriale di RC (Miur) Mirella Nappa che vedono “sempre più una scuola inclusiva e sinergica con le istituzioni” ma anche “una Calabria che fa scuola, che rende protagonista lo studente e per il suo benessere si mettono in campo , secondo la preside del liceo scientifico “Da Vinci” Giuseppina Princi, delle azioni di supporto ed intervento in modo che l’alunno possa essere accompagnato a superare le difficoltà. L’impegno del consigliere Cannizzaro è l’esempio della buona politica che va al di là degli interessi partitici e mette la faccia per superare i disagi della gente”.
Ed è proprio il promotore della legge Francesco Cannizzaro a ricevere sentiti ringraziamenti dal mondo scolastico per aver portato a termine un impegno assunto il 3 ottobre del 2015 avviando un’attività legislativa sui Bes.
“E’ un argomento molto delicato, non trattato degnamente in questa Regione e in altre regioni d’Italia e oggi, solo grazie al contributo prezioso di docenti e professionisti del settore, abbiamo realizzato una proposta di legge innovativa che non solo darà gli strumenti tecnologici e didattici alle famiglie e agli istituti scolastici ma aggredirà questo fenomeno – afferma il capogruppo Cdl in consiglio regionale – La proposta dovrà approdare in commissione consiliare ma ha già riscontrato il sostegno di altre forze politiche e di altre Regioni che vorrebbero prendere esempio dalla Calabria. Forte di questa esperienza, la Calabria può essere capofila di quell’integrazione scolastica indispensabile per considerare la persona, in questo caso i nostri bambini, nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale”.





