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    Operazione Sansone. De Raho: “La squadra Stato colpisce ancora”

    di Grazia Candido – La squadra Stato colpisce ancora. Questa mattina, il personale del ROS e del locale Comando Provinciale Carabinieri con l’ausilio del personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia ha eseguito un Provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia, a carico di 26 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, per associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di munizioni ed armi, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale, minaccia e danneggiamento seguito da incendio. Tutti i dettagli dell’operazione “Sansone” che ha visto in campo in piena sinergia i due Reparti dell’Arma dei Carabinieri, sono stati sciorinati questa mattina, presso il Comando provinciale, dal Procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho, dal Colonnello Daniele Galimberti (Comandante I Reparto Inv. R.O.S CC Roma), dal Maggiore Leandro Piccoli (Comandante reparto anticrimine CC Reggio Calabria), dal Generale Giuseppe Governale (Comandante Ros CC Roma), dal Colonnello Giancarlo Scafuri (Comandante provinciale Reggio Calabria) e dal Tenente Colonnello Vincenzo Franzese (Comandante reparto operativo CC RC).
    “Abbiamo iniziato a sottrarre al territorio di Villa San Giovanni e dintorni, elementi esponenziali della cosca Zito-Bertuca e Buta-Imerti nonchè dei Garofalo che hanno portato avanti per anni un progetto estorsivo che già dal 2010, Bertuca Pasquale annunciava spingendo i propri familiari a ricordare a tutti che bisognava pagare – spiega il procuratore De Raho – Queste estorsioni, circa una ventina fatte ad imprenditori locali, dovevano andare avanti a tappeto perchè dovevano pagare tutti. I guadagni di queste estorsioni, ingenti somme, non andavano solo alla cosca Zito-Bertuca ma anche a quella dei Condello in base ad un accordo generato in precedenza”.
    Il Procuratore Capo De Raho in seconda battuta, mette in evidenza sia “il grandissimo impegno dei Ros e l’investimento che produce costanti risultati”, sia “il numero elevato di estorsioni e la mancanza di denuncia, solo due per la precisione, che ha poi portato ai fermi”.
    “Nel 1991 venne ucciso a Piale, frazione di Villa San Giovanni, il giudice Scopelliti, omicidio che la Procura non ha dimenticato e prima o poi, saranno presi i responsabili. Già da allora, la cosca Zito-Bertuca controllava il territorio, controllava la frazione di Villa San Giovanni da oltre 25 anni – continua De Raho – I cittadini devono credere che con una denuncia si possono liberare. Se le persone offese non denunciano, lo Stato non può intervenire. Il problema è che però, le denunce non ci sono”.
    Particolare soddisfazione è stata espressa dal Generale Governale che, nel ringraziare la Procura di Reggio Calabria, ha voluto delineare dopo l’arresto del boss Condello, “il significato dell’operazione eseguita in linea con l’arma dei carabinieri che, insieme ai Ros, negli ultimi tre anni, ha fatto diventare la Calabria il centro di gravità effettivo. Insieme possiamo dare scosse al territorio e le azioni che stiamo portando avanti sono a martello pneumatico. In linea con l’impegno dell’operazione Meta, abbiamo capito chi ha facilitato la latitanza del Condello e cosa ha rappresentato la famiglia Condello dal 2012. Con una sinergia rilevante – continua il Generale – siamo riusciti a descrivere l’organizzazione che reggeva Condello, quali contatti avesse e i suoi legami. Abbiamo documentato almeno 20 casi di estorsione nella pretesa di ingenti somme di denaro a danno di numerose imprese operanti nei settori della raccolta dei rifiuti solidi urbani e delle costruzioni e, nonostante ci fosse una soletta di cemento armato perché nessuno ha denunciato gli illeciti subiti, noi non abbiamo fermato il martello pneumatico e abbiamo assicurato alla Giustizia i responsabili”.
    Il comandante provinciale Giancarlo Scafuri invece, tira fuori qualche numero dell’operazione: “Hanno operato 300 carabinieri, vari reparti dell’arma impiegati in perfetta simbiosi per delineare il quadro che va dal 2010 al 2014, sono state eseguite tante perquisizione che hanno portato pure al rinvenimento di una pistola. Per rompere il muro dell’omertà ci vogliono tutti e la squadra Stato sta funzionando bene”.
    Si sofferma sugli appalti edili e sugli imprenditori oggetto delle varie estorsioni, il maggiore Piccoli che nel tracciare brevemente il piano utilizzato dai malavitosi, mette in luce “il forte peso di questi sul territorio e l’attività violenta dell’associazione mafiosa”.