Riceviamo e pubblichiamo:
Quanto apprendiamo in queste ore relativamente alle minacce dirette al Sindaco Giuseppe Falcomatà, ci preoccupa e ci indigna direttamente come cittadine reggine e calabresi.
Rivolgiamo al Sindaco ed alla sua Amministrazione, la solidarietà e la vicinanza per tali atti vili e devastanti per il presente ed il futuro della nostra terra.
Avevamo già avvertito la preoccupazione sulle vicende criminose e ripetute a danni di beni pubblici come gli asili appena riqualificati dal comune di Reggio Calabria, si tratta di atti intimidatori che vogliono tenere ancora una volta sotto scacco un’intera comunità.
Crediamo altresì che, per tali vicende, un’azione politica può dirsi coraggiosa e determinata, se si sente accompagnata dalla sicurezza giudiziaria di indagini che la magistratura inquirente ha dimostrato più volte di fare con serietà e successo. Ciò deve avvenire congiuntamente all’accompagnamento sociale di tutta la cittadinanza e la comunità attiva, che deve scegliere di sostenere ogni opera di cambiamento e perseguimento del bene collettivo e della sua salute etica, quando ne ravvisa orientamenti diretti, coraggiosi e sani. Ci auguriamo che questo possa avvenire ancora di più a Reggio Calabria, anche in concomitanza delle importanti sfide a cui è sottoposta la città nel suo nuovo assetto metropolitano, che se da un lato rappresenta l’occasione di sviluppo e crescita per una comunità ancora più grande, dall’altro mette a rischio l’agire amministrativo per l’attività di gestione di risorse economiche e scelte che la stessa deve compiere. Come donne impegnate in una sfida istituzionale non possiamo che essere coinvolte in questo necessario cambiamento coraggioso e parimenti per quanto siamo ancora colpite da queste ultime vicende, vogliamo condividere e rilanciare l’appello dello stesso Sindaco Falcomatà a sentirci coinvolti, uniti e partecipi come cittadinanza in questa sfida di liberazione, con coraggio e determinazione e dimostrarlo tangibilmente.
Cinzia Nava e le componenti della Commissione.






