Questa volta non si parla di ragazze e ragazzi senza che loro siano i protagonisti. Prato e cubo giallo della Città dei Ragazzi di Cosenza si sono illuminati, venerdì 4 e sabato 5 novembre, di partecipazione e propositività di giovani, istituzioni e parti sociali: Inseme soggetti di una cordata (permanente) di 56 organizzazioni di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, “Crescere al Sud”, alleanza nata nel 2011 per costruire insieme azioni comuni.
“Bambini e ragazzi al centro: la comunità educante come volano per il Mezzogiorno. Le proposte di crescere al Sud”, questo il tema della due giorni cosentina, un confronto intenso su legalità, scuola, aggregazione: criticità e proposte concrete per affrontarle.
Presenti al tavolo di confronto di venerdì, coordinato da Luca Mattiucci, responsabile sezione sociale di Corriere.it, l’Ass.ra alla scuola e pari opportunità del Comune di Cosenza Matilde Spadafora Lanzino; l’Assessora al lavoro, formazione e politiche sociali della Regione Calabria Federica Roccisano, che ha annunciato la riforma del terzo settore in Calabria; il rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; l’Ass.ra alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, il prof.Giorgio Marcello del dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università della Calabria, Raffaella Milano, direttrice programmi Italia-Europa di Save the Children. Le conclusioni sono state di Andrea Morniroli, portavoce nazionale di Crescere al Sud.
Statuto, osservatorio e confronto sulla comunità educante, poi, i temi dei gruppi di lavoro di sabato. Presenti, oltre ai rappresentanti delle associazioni e organismi del terzo settore, anche i Maestri di Strada di Napoli. Cesare Moreno ha con forza chiarito l’importanza, il vero significato e le difficoltà dell’alternanza scuola lavoro per gli studenti.
Ribadita la necessità di spazi di dialogo organizzato tra scuola, genitori, ragazzi e territorio, ricco di quello che Moreno definisce “professionisti complementari”; gruppo che sappia interfacciarsi con le istituzioni.
Quale novità? Ogni giorno le associazioni del terzo settore già operano quotidianamente quella parte di cambiamento, faticoso e a volte non valorizzato, a favore di parti del sociale spesso non al centro dell’agenda istituzionale.
Ma l’obiettivo di crescere al Sud è fare dell’operato dei singoli azione comune che coinvolga tutti i soggetti impegnati per la crescita delle ragazze e dei ragazzi del Mezzogiorno.
Il chiasso del Sud che cresce. Provenienti da Puglia, Sicilia, Calabria e Campania le delegazioni regionali delle ragazze e dei ragazzi che hanno lavorato parallelamente ai tavoli di lavoro degli adulti. E così, tra gioco e discussione, sono loro a mostrare la strada ai grandi che decidono spesso senza ascoltarli, spesso senza capire i loro bisogni.
“Negli ultimi anni grossa voce è stata data direttamente ai ragazzi – ha affermato Cristina Gasperin, coordinatrice ed animatrice delle attività di protagonismo giovanile con i ragazzi-, che hanno lavorato su analogie e differenze identificando i temi su cui lavorare per cercare di portare l’attenzione pubblica, con un’azione di advocacy, sulle tematiche che stanno loro a cuore per migliorare i loro contesti; con il loro punto di vista e con le loro capacità.
“I ragazzi- continua ancora Cristina Gasperin- hanno parlato dell’importanza di portare in una dinamica di peer education delle azioni realmente efficaci per contrastare la dispersione scolastica, purtroppo collegata alla criminalità organizzata e alla devianza minorile che portano al di fuori della cittadinanza attiva e propositiva.
Da un laboratorio su open data è emerso forte differenziazione tra Nord e Sud: la dispersione scolastica è particolarmente grave in Italia e nel Sud è molto più grave che al Nord. La mancanza di occupazione condiziona la vita e la crescita dei ragazzi.
Molto sentite le questioni ambientali: la sporcizia e la bruttezza in territori ricchi invece di bellezza di storia, di arte, di valori culturali.
I ragazzi si sono riconosciuti attorno ad un obiettivo comune, decisi a continuare ad incontrarsi, a lavorare insieme, a collaborare per portare avanti in nuovi incontri i progetti iniziati”.
I frutti del lavoro nei gruppi: Disoccupazione giovanile, ambiente, scuola e dispersione scolastica (intesa non solo come prodotto delle difficoltà socio economiche), servizi, luoghi di cultura e aggregazione (spesso degradati). “Ci siamo confrontati e abbiamo affrontato le cose che ci accomunano, i punti di criticità e le soluzioni praticabili”, hanno detto due ragazzi da Catania e dalla Locride. “Vogliamo più centri di aggregazione, più musei e luoghi e occasioni culturali di crescita; città più pulite; collaborazione tra giovani e tra le generazioni. Da migliorare le istituzioni e su tutte la scuola.“Il Sud è forte per le relazioni sociali, ma i coetanei del nord hanno meno difficoltà per maggiori servizi, strutture , trasporti, impianti sportivi”
La riforma del Terzo settore in Calabria.
Assessora Roccisano, la Riforma del Terzo settore: quali i passaggi perché diventi realtà.
“La riforma- ha affermato- che prevede l’applicazione della 328/2000 e della L.Rgl 23/2003 , è il frutto di un percorso, in 13 mesi, di confronto con le organizzazioni del Terzo Settore.
Permetterà di dare una forte dignità alle professionalità che lavorano in questo settore e anche un’emersione del lavoro nero”.
L’Assessora Lanzino parla ai ragazzi. “La crescita riguarda tutti e la crescita è corresponsabilità”, ha detto l’Ass.ra Lanzino rivolgendosi alle ragazze e i ragazzi che hanno avuto la priorità nel saluto e in tutto il suo intervento.
“Comunità educante richiama a compartecipazione e coordinamento, perché nonostante i molti esempi simbolo di impegno encomiabile per le città, è necessario fare comunità” e di più esserlo per tirar fuori dai figli delle nostre comunità il massimo di ciò che possono essere e dare.
Ha invitato infine le scuole ad essere propositive, sapendo fare della progettualità un’occasione di inclusione vera.
“Voi avete il diritto di chiedere alla vostra comunità di lavorare insieme per voi”, ha inoltre detto ai ragazzi
La comunità educante con la partecipazione attiva dei ragazzi, veicoli di bellezza da ascoltate e valorizzare, perché si incide efficacemente se in squadra. Perché si produce bellezza se la diversità diventa un’unica strada. Sulla quale il Sud cresca davvero.






