Sono 9 i ragazzi coinvolti nell’operazione che gli investigatori hanno chiamato “Ricatto” e che ha portato alla luce una vera e propria storia raccapricciante fatta di soprusi, violenze sessuali di gruppo e paura con protagonista una ragazzina all’epoca dei fatti, appena tredicenne. Per otto sono scattate le manette, 7 arrestati dai carabinieri, su ordine del gip del tribunale di Reggio Calabria, uno su richiesta del gip del tribunale per i minorenni, mentre l’ultimo ragazzo coinvolto nei fatti è stato solo destinatario della misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia giudiziaria. Tra di loro spicca il nome di Giovanni Iamonte, figlio di Remingo, noto boss della ‘ndrangheta reggina. Proprio lui sarebbe stato a sedurre inizialmente la bambina per poi costringerla a rapporti sessuali con il resto del gruppo. Tra le persone coinvolte, il destinatario di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria non è coinvolto personalmente nei fatti di violenza sessuale, ma ha taciuto pur sapendo che avvenivano.
Le persone colpite dai provvedimenti, tutte di Melito di Porto Salvo (RC) sono:
1. Giovanni Iamonte, di anni 30;
2. Daniele Benedetto, di anni 21;
3. Pasquale Principato di anni 22;
4. Michele Nucera di anni 22;
5. Davide Schimizzi di anni 22;
6. Lorenzo Tripodi di anni 21;
7. Antonio Verduci di anni 22;
destinatari della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere.
8. G.G. 18enne, che al momento dei fatti, era minorenne, destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in una Comunità.
9. Domenico Mario Pistasi di anni 24, destinatario della misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiano alla P.G. (quest’ultimo risponde solo del reato di favoreggiamento personale).












