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    Violenza sessuale 13enne, Morosini: “Educare figli ad un’affettività sana”

    La deplorevole vicenda di abusi sessuali accaduta nel melitese, portata alla luce dagli inquirenti nella giornata di ieri, è stata accolta – si legge in una nota della diocesi di  Reggio-Bova – con grande dolore e preoccupazione dall’arcivescovo Morosini, il quale esprime ferma condanna nei confronti dei gravi atti, commessi da alcuni giovani a danno di un’adolescente. Ma, oltre la condanna e alla paterna vicinanza nei confronti della vittima, il presule – è scritto nella nota – formula due forti inviti. L’invito alla conversione rivolto, innanzitutto, a chi ha commesso gli efferati atti. Tale invito, tuttavia, non è da intendersi solo come un’indicazione di pentimento, pur necessario, ma anche come dovere cristiano di riparare al male provocato. Scaturisce, inoltre, l’esigenza urgente e non più derogabile – si legge ancora – di attuare una forma di prevenzione rispetto a tali fenomeni, che rimandano, purtroppo, ad inaccettabili forme di subcultura e di degrado umano.

    “Episodi come questi – afferma monsignor Morosini – suscitano una riflessione di carattere più generale: come viene intesa la sessualità nella società di oggi? Quanto accaduto rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di una visione errata e pericolosa della sessualità, vissuta non come un dono reciproco di amore che si apre alla vita, ma solo come sterile divertimento. Così l’altro – prosegue il presule – diventa un oggetto di cui servirsi per provare piacere. Questo tipo di mentalità che obbedisce, sia pure in modo particolare e specifico, alle regole impietose di quella cultura dello scarto, a più riprese condannata da papa Francesco, unita ad un agire criminale e violento, può condurre – sostiene Morosini a casi esasperati come quello di Melito”.

    Inoltre l’arcivescovo di Reggio si rivolge ai genitori e alle famiglie, invitando alla custodia e all’educazione dei figli. “È in casa che si impara a voler bene e ad amare nel modo giusto – aggiunge l’arcivescovo – perciò i genitori, con l’aiuto di tutte le agenzie educative, compresi le parrocchie, i movimenti e le associazioni, pensino anche ad una seria educazione all’effettività, sostenuta ed impartita a partire dalla testimonianza dell’amore e del rispetto coniugale”.

    Secondo Morosini, l’educazione deve essere accompagnata dalla custodia dei propri figli: “troppo spesso i minorenni, ragazzi e ragazze, ancora nella fase iniziale dell’adolescenza, vengono lasciati soli, liberi, sin da piccolissimi, a trascorrere le ore notturne fuori casa, e ad impostare in modo autonomo e consumistico la loro vita affettiva, sessuale e relazionale. Auspico che ci sia un’inversione di tendenza e che cresca, a livello collettivo, l’attenzione e l’accompagnamento educativo nei confronti dei nostri ragazzi”.