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    Elicottero sposi a Nicotera

    Sposi in elicottero: indagherà anche la Dda di Catanzaro

    L’unica cosa certa di questa vicenda è che se ne occuperà non solo la Procura di Vibo Valentia, ma anche la Dda di Catanzaro. Insieme indagheranno per chiarire tutti gli aspetti ancora avvolti da una coltre di mistero nel caso dell’elicottero atterrato nella piazza di Nicotera per far scendere due novelli sposi. La decisione dei magistrati vibonesi di chiamare in causa i colleghi dell’Antimafia nasce dalla presenza tra i 600 invitati di personaggi ritenuti vicini, se non affiliati, al potente clan di ‘ndrangheta dei Mancuso, che nel vibonese fa il bello ed il cattivo tempo. Ed intanto ci sono i primi indagati. Massimo riserbo da parte del procuratore facente funzioni di Vibo Michele Sirgiovanni, sul numero e sull’identità, ma si sa che i reati per i quali si procede sono abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio.

    Di certo c’è che nei giorni scorsi sono stati sentiti dai carabinieri il sindaco Franco Pagano, il comandante della polizia municipale ed il responsabile dell’ufficio tecnico. Il magistrato ha parlato di “plurimi illeciti a livello amministrativo” sottolineando come “si è fatto di tutto per accelerare in maniera anomala le pratiche affinché tutta la serie di gravissime irregolarità si verificasse quando invece in condizioni normali devono passare settimane, se non addirittura mesi, prima di ricevere, e non è detto che avvenga, il placet a determinate richieste. Figuriamoci, poi, se di mezzo c’è un elicottero con tutte le misure di sicurezza da adottare”.

    E proprio le presenze “ingombranti” registrate alle nozze, è una delle ipotesi che gli inquirenti vogliono chiarire, potrebbero avere condizionato il corso della cerimonia facendo si’ che l’elicottero arrivasse in piazza. Secondo le prime indagini sarebbe emerso che la richiesta per l’utilizzo del campo sportivo sia giunta 48 ore prima del matrimonio e che 24 ore prima l’ufficio tecnico abbia dato l’ok e siano state date agli sposi le chiavi dell’impianto. Una procedura fin troppo rapida. Il pilota rischierebbe una contestazione per attentato alla pubblica incolumità per quel suo poggiarsi sulla piazza del paese, in mezzo alla gente, benché transennata per ore, non si sa da chi. E andando avanti con le indagini è emersa una circostanza quantomeno curiosa. In mezzo alla piazza ad indicare al pilota la traiettoria da seguire c’era Enrico Abagnale, il pilota che il 20 agosto 2015 sganciò petali di rosa sulla Chiesa Don Bosco di Roma in occasione dei funerali di Vittorio Casamonica. Un’altra cerimonia che suscitò uno scandalo. Per quella vicenda l’Enac gli ha sospeso la licenza al volo per 33 mesi. Non è escluso, a questo punto, che nei prossimi giorni venga sentito anche lui, così come il pilota.

    A fare emergere la presenza di Abagnale in piazza a Nicotera, dopo il sorvolo di Roma, sono state, oltre le indagini dei carabinieri, anche alcune foto pubblicate sulla pagina facebook della società di Gioia Tauro specializzata nel noleggio di auto di lusso che ha fornito una Ferrari ed una Maserati per le nozze. Per il noleggio dell’elicottero, invece, hanno fatto sapere dalla Delfino auto, la società ha fatto solo da intermediaria con la ditta campana Rotor Tech. Quello che è certo, intanto, è che lo sposo, Antonio Gallone, di 31 anni, non è imparentato con i Mancuso. Formalmente è incensurato, nonostante 5 anni fa sia stato fermato dai carabinieri mentre innaffiava una piantagione di canapa indiana. Quel procedimento, però, non è stato ancora definito. In ogni caso, al di là delle parentele, gli investigatori intendono accertare una sua eventuale vicinanza con ambienti legati alla frangia della cosca Mancuso che fa capo a Pantaleone Mancuso.

    L’attenzione di inquirenti ed investigatori, però, è concentrata sulla lista degli invitati e sui presenti in piazza, anche per un altro motivo: stabilire se tra le centinaia di persone con il naso all’insù in attesa degli sposi, vi fossero – come pare – amministratori del Comune, tra i quali lo stesso sindaco Franco Pagano. Che oggi ha sostenuto che l’autorizzazione “era per il campo sportivo”, che nessuna occupazione del suolo pubblico è stata autorizzata e che l’atterraggio in piazza “è un fatto gravissimo, deprecabile da irresponsabili”.