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    Reggio – Sogas al bivio: aumento di capitale o baratro

    Sottoscrizione dell’aumento di capitale o baratro. Oggi pomeriggio la vita della Sogas e dunque dell’aeroporto dello Stretto, che conta oltre 500mila passeggeri annui, sarà inesorabilmente posta davanti a questo bivio: senza concreti atti formali dei soci, è altamente probabile che i motori del “Tito Minniti” si spengano. A tempo indeterminato. Le nubi si addensano all’orizzonte mentre i cittadini attendono con forte preoccupazione l’evolversi della situazione.
    E’ il countdown per la Sogas attesa domani in tribunale per l’udienza sul procedimento fallimentare. Un appuntamento che arriva dopo la richiesta di rinvio motivata dalla Sogas con la necessità di approvare il bilancio e ripianare i debiti.
    Il quadro, com’è noto, è critico, alla luce delle perdite di 9 milioni di euro registrate con la chiusura del bilancio 2015. Per la società di gestione dell’aeroporto di Reggio Calabria (su cui grava anche la revoca della concessione di gestione da parte dell’Enac), dunque, sono ore di grande tensione quelle che precedono uno snodo cruciale e, con ogni probabilità, decisivo, per le sorti della stessa Sogas e, più in generale, dello scalo reggino.
    Ma sono anche ore, le poche che restano prima dell’udienza di domani, da impegnare in maniera costruttiva e guardando unicamente all’interesse comune. Sarà più o meno questo lo spirito che animerà la riunione dell’assemblea dei soci della Sogas di oggi in cui dovranno prevalere (almeno questo è l’auspicio) linee operative condivise e tanto buon senso.
    Per scongiurare il fallimento potrebbero non bastare i punti fermi maturati nel corso degli ultimi giorni. Ovvero le delibere della Regione che prevedono uno stanziamento di 904mila euro, le rassicurazioni della Provincia in merito ad una variazione di bilancio che frutterebbe un tesoretto da 1,2 milioni e l’orientamento di Palazzo San Giorgio intenzionato a far passare in consiglio comunale il percorso di ricapitalizzazione. Senza dimenticare che occorre ancora recuperare le quote dei soci inadempienti come la Camera di commercio di Reggio e la Città metropolitana di Messina.
    E d’altra parte lo stesso presidente del Cda della Sogas, Domenico Bagnato, nei giorni scorsi era apparso molto chiaro, ribandendo che senza ricapitalizzazione da parte dei soci il fallimento sarebbe stata l’unica via da percorrere. Un quadro reso ancora più teso anche dalle dichiarazioni del presidente della Regione, Mario Oliverio che, con riferimento a Reggio e Crotone, ha messo in rilievo l’esigenza di una profonda riorganizzazione delle società di gestione. E sulla Sogas, in particolare, il governatore ha rimarcato l’esigenza di una netta discontinuità con il passato e, soprattutto, l’adozione di un piano industriale sostenibile e di lungo respiro.
    Non restano molti margini di manovra all’assemblea dei soci della Sogas, dunque, dalle cui decisioni dipenderanno le sorti del “Tito Minniti”. Se la strada che verrà intrapresa sarà diversa dall’ipotesi sottoscrizione di capitale, sulla società di gestione (e sull’aeroporto di Reggio) calerà il sipario.