“E’ stata un’avventura splendida ed esaltante”. Sintetizza così i quasi tre anni in riva allo Stretto trascorsi alla guida della prefettura, Claudio Sammartino. Da lunedì nel suo ufficio siederà Michele Di Bari, nominato ai primi di agosto dal Consiglio dei ministri, prefetto di Reggio Calabria.
Un commiato, quello di Sammartino (che da lunedì assumerà l’incarico di Commissario dello Stato per la Regione Sicilia), attraversato da un filo d’emozione e dall’esigenza di rivolgere una serie di ringraziamenti. “Ai giornalisti, prima di tutto – ha tenuto a precisare – per il lavoro svolto, fondamentale per informare i cittadini e aumentare il livello di consapevolezza e partecipazione intorno agli eventi della comunità”.
“Quella che abbiamo messo in piedi – ha proseguito Sammartino – è stata un’impareggiabile squadra Stato”. E tracciando il bilancio dell’attività svolta l’ex prefetto di Reggio ha posto l’accento in particolare sul piano focus ‘ndrangheta, per il controllo di tutto il territorio provinciale e sull’emergenza immigrazione. Un capitolo, quest’ultimo, “che ci riempie d’orgoglio perché ha messo in mostra la Calabria migliore”.
“Spirito di servizio e dedizione sono stati i motori che hanno trainato la squadra Stato” ribadisce con orgoglio Sammartino, che ha trovato un territorio disposto a fare fronte comune contro il suo male endemico. “La ‘ndrangheta toglie il respiro a questa terra. Ma in questa provincia ci sono sindaci e amministratori che non intendono piegare la testa. Anche a loro va il mio ringraziamento. E poi alle forze dell’ordine e alla magistratura a cui ho chiesto molto in questi anni”.
L’azione di prevenzione, controllo e repressione, condotta dalla prefettura ha prodotto risultati che Sammartino ha definito “soddisfacenti”. Nel bilancio tracciato dal prefetto uscente spiccano gli interventi messi in atto nell’ambito del piano “Focus ‘ndrangheta”, che hanno consentito di battere, palmo a palmo, l’intero territorio provinciale. E poi le misure contro il caporalato, il rilancio del piano straordinario giustizia che ha consentito di rinnovare il parco auto delle forze dell’ordine e la restituzione alla collettività di tredici immobili.
“Abbiamo voluto ricostruire una cornice di legalità – ha evidenziato Sammartino – offrendo al territorio un servizio di prossimità, specie nelle situazioni di difficoltà”. Una di queste nel novembre dello scorso anno ha toccato da vicino la Locride, funestata da una alluvione. “Siamo intervenuti tempestivamente, evitando l’isolamento della zona. Tutta la macchina organizzativa ha offerto una prova superlativa”.
Altro tema caldo a queste latitudini è il fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori pubblici. Sammartino ha esaltato l’azione di “monitoraggio costante in atto su tutte le amministrazioni” , il lavoro dell’osservatorio sugli appalti e il protocollo con l’Anac per la vigilanza sui lavori pubblici.
E nel resoconto finale trova spazio anche la stretta attualità con il tema al centro dell’ultimo consiglio comunale, ovvero le interdittive antimafia. “Non sono mai state fatte contro qualcuno – ha chiarito Sammartino – ma si è sempre guardato alla necessità di preservare l’economia del territorio dall’inquinamento della ‘ndrangheta. Sono sempre state valutate con grande attenzione tutte le conseguenze. Bisogna però avviare un confronto su questo argomento e considero positiva e proficua l’iniziativa assunta dal sindaco e approvata dal consiglio comunale”.





