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    Reggio – Pagamento produttività e futuro Asp, sindacati e lavoratori in piazza

    Le organizzazioni sindacali e i dipendenti dell’Asp di Reggio Calabria scendono in piazza e urlano le loro ragioni davanti la sede dell’Azienda ospedaliera provinciale, durante l’annunciato sciopero generale. Al centro della protesta, il mancato pagamento del salario accessorio al personale e il futuro del sistema sanitario locale.
    Nonostante l’incontro tenutosi lo scorso 19 luglio con la commissione straordinaria, una risposta certa da parte del neo Commissario Giacomino Brancati sui tempi di erogazione dell’anticipazione del 30% dell’importo complessivo sulla produttività arretrata spettante ai lavoratori del Comparto Sanità dell’Asp reggina, non accennava ad arrivare. Da qui, la decisione da parte dei sindacati Fp Cigl, Cisl, Fials e Nursing Up di proclamare per giorno 20 settembre lo sciopero generale.
    Nel corso della vivace protesta, una delegazione composta dai rappresentanti della segretaria generale della Cisl Funzione Pubblica Luciana Giordano e Giuseppe Rubino, da Bruno Ferraro, segretario generale Fials, da Francesco Lo Schiavo ed Alessandra Baldari di Cgil e da Gianni De Foresta per Nursing Up, ha nuovamente incontrato i Commissari Giacomino Brancati e Felice Iracà, arrivando (forse) alla tanto auspicata risoluzione del nodo gordiano che da mesi interessa i lavoratori del comparto Asp reggino.
    “Abbiamo trattato della spinosa questione della produttività – ha detto Luciana Giodano – ma anche dei problemi che riguardano l’insufficienza dell’intero sistema sanitario locale, e su questi argomenti – continua la rappresentante sindacale – abbiamo chiesto l’instaurazione di appositi tavoli di confronto”.
    I lavoratori chiedono dunque all’Azienda sanitaria provinciale la continuità delle azioni di risanamento e bonifica più volte intraprese negli anni, ma spirate a causa del continuo avvicendamento delle gestioni commissariali: “I lavoratori hanno il diritto di poter erogare una sanità di qualità all’utenza- prosegue la sindacalista- ed hanno il diritto di sapere che nei casi di malasanità, non diventeranno il parafulmine delle inefficienze aziendali”.
    Un ruolo fondamentale nella vicenda viene attribuito anche alla politica locale, che spesso, come lamentato dai lavoratori, utilizza i problemi della sanità solo come vetrina politica, mentre serve una presa di responsabilità da parte di tutti gli attori istituzionali: “Ci sono oltre 30 milioni di euro stanziati e non utilizzati, risorse finanziarie già destinate da anni alla ristrutturazione ed alla messa in sicurezza dei presidi ospedalieri territoriali”.
    Su tutto questo, per sindacati e lavoratori, l’indifferenza e l’indolenza dei vertici istituzionali ed aziendali è divenuta oramai intollerabile: “La politica locale deve riuscire a garantire ai lavoratori il salario accessorio nel rispetto dei termini contrattuali ed il diritto ad avere rinnovato il Contratto Collettivo decentrato – conclude il segretario di Cisl – le agitazioni continueranno fino a domani, mentre nei prossimi giorni ci incontreremo con la Commissione per stringerla alle proprie responsabilità e per concludere definitivamente questo capitolo”.