Il dibattito politico sulla violenza sulle donne ha aperto stamattina la terza giornata d’incontri e dibattiti politici della festa dell’Unità regionale del Partito democratico in corso di svolgimento a Reggio Calabria.
Il forum politico è stato presieduto dall’europarlamentare Pina Picierno, la quale ha evidenziato di come i fatti accaduti alla minorenne di Melito Porto Salvo abbiano avuto un riscontro molto forte su tutto il territorio nazionale e che sicuramente i mass media avrebbero dovuto dedicare più attenzione alla vicenda calabrese. “Le istituzioni devono dare segnali forti – ha sottolineato Pina Picerno -, aiutando a preparare un substrato culturale, legiferando. Nel merito di recente è stata varata la legge sul femminicidio; il governo ha convocato la cabina di regia per le pari opportunità con il fine di rendere omogenee situazioni e sensibilità che al momento trovano grande difformità nelle diverse zone del Paese. A seguito di questo incontro sono stati stanziati 31 milioni di euro. Nelle scuole è stato introdotta l’educazione al rispetto di genere. L’Italia ha fatto molto e continua a lavorare in questo senso.
Il proposito è quello di arrivare a predisporre una serie di iniziative che siano coordinate e che vadano tutte nella stessa direzione – continua Picerno – Noi muoviamo dalla consapevolezza che i reati particolarmente odiosi come questo debbano avere una corsia preferenziale, per questo parte proprio da Reggio Calabria la sperimentazione del codice rosa in ospedale, anche per evitare che le vittime, per paura, ritrattino la denuncia. Ma c’è bisogno di azioni culturali che vadano di pari passo alla giurisprudenza. Per questo alla politica tutta spetta il compito di perpetrare una guerra culturale attraverso il coinvolgimento delle scuole, l’organizzazione di manifestazioni e momenti di confronto, il sostegno delle iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. La strada che ci porterà ad ottenere i risultati è ardua, ma per questo bisogna percorrerla con più forza. Il partito democratico è schierato in questa battaglia”.
L’introduzione di Barbara Panetta ha coinvolto direttamente nella discussione tutte le altre partecipanti al dibattito tra cui Paola Carbone, la quale ha evidenziato le cause che portano alla violenza domestica e in che modo tutte le istituzioni ed i centri sociali debbano impegnarsi e collaborare per aiutare le vittime della violenza psicologica, fisica e sessuale.
La partecipazione delle altre esponenti del Partito democratico come la consigliera regionale Maria Stella Ciarletta ha illustrato l’importanza della legge regionale numero 20, si tratta di una legge promulgata il 21 agosto 2007 al fine di promuovere e sostenere i centri e le case di accoglienza per donne in difficoltà. “Gli strumenti ci sono – ha spiegato la consigliera di parità Maria Stella Ciarletta, citando la legge regionale sulla violenza di genere ed i fondi stanziati dal governo – ma sono sempre stati sottoutilizzati rispetto alle potenzialità che hanno. I centri antiviolenza nella sola Calabria sono 9 e due sono le case rifugio, ma bisogna potenziarne l’operatività, che passa attraverso la lentezza della burocrazia. Le risorse sono importanti ma diventano inefficaci se non c’è un dialogo ed una volontà politica da parte delle istituzioni”.
La giornalista Barbara Panetta ha inoltre coinvolto le due giovani democratiche presenti al dibattito tra cui Serena Minniti, presidente dell’associazione studentesca Leonardo all’università Mediterranea, la quale ha evidenziato l’importanza dell’educazione che la famiglia e le scuole devono dare ai ragazzi anche attraverso incontri come questo di oggi e programmi ministeriali più selettivi e idonei alla formazione completa dei ragazzi.
La giovane democratica Katia Tripodo ha di seguito introdotto la problematica della prostituzione forzata come esempio di violenza sulle donne nel mondo, al centro della tutela dei diritti per la dignità umana e la discriminazione di genere, evidenziandone l’importanza della risoluzione europea del 2014 per l’estensione del così detto “modello Svedese” sulla legge della prostituzione e la questione conflittuale nel partito democratico delle “case chiuse”, tema da anni ormai dibattuto.
Il dibattito si è concluso con l’intervento di Maria Carmela Lanzetta, la quale ha marcato l’importanza dell’azione parlamentare per l’attuazione di leggi che puniscano severamente gli abusi e le violenze sulle donne: “Dal 2005 al 2016 sono oltre mille in Italia le donne che dormono sulla collina – ha affermato Maria Carmela Lanzetta – Ma è un fenomeno che colpisce tutti i paesi e le classi sociali. E’ nostro dovere interrogarci sui motivi per i quali ancora c’è tanto accanimento sulle donne e capire cosa dobbiamo fare di più per limitare queste aggressioni”.
Barbara Panetta ha altresì coinvolto il sindaco Giuseppe Falcomatà, che seduto in prima fila ha partecipato al dibattito sulla violenza attraverso un’analisi accurata dei fatti di Melito e dell’importanza che la tematica trattata abbia sotto l’aspetto politico ma soprattutto umano e sociale.






