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    L’usura fattura più dell’Eni: 2 province calabresi tra prime 7 più a rischio

    Secondo una indagine Eurispes negli ultimi 2 anni circa il 12% delle famiglie si sarebbe rivolto a soggetti privati (non parenti o amici) per ottenere un prestito, non potendolo ottenere dal sistema bancario. L’usura di strada ha registrato purtroppo un giro d’affari di 82 miliardi di euro l’anno scorso, più di quanto fattura la maggiore azienda italiana, l’Eni. E tra le 7 province più a rischio, secondo l’analisi Eurispes, ci sono anche due calabresi: Crotone (seconda solo a Parma) e Vibo Valentia.

    L’Indice assume valori da 0 a 100 in funzione crescente del grado di vulnerabilità del territorio aggregati in quattro classi di rischio usura (alto, medio-alto, medio-basso, basso). Le regioni a maggior rischio usura sono quelle meridionali e insulari, ma il fenomeno sembra propagarsi, su scala geografica, anche nel Centro Italia, attestandosi su di un livello di rischio medio-alto. Il rischio di permeabilità del territorio nazionale è pari a 44. Nelle due province calabresi il dato è veramente allarmante. Crotone, infatti, raggiunge il 96,8, poco dopo Vibo Valentia con 82,1.

    “Oltre alle famiglie purtroppo tanti imprenditori si sarebbero rivolti all’usura criminale pensando di risollevare le sorti delle proprie aziende ma di fatto le precipitano ancora di più”, interviene Carmelo Finocchiaro di Confedercontribuenti.

    Secondo la ricerca, il fenomeno riguarderebbe un’azienda su dieci soprattutto nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi.
    L’usuraio non è sono solo legato alle organizzazioni criminali, criminalità in testa, ma anche una serie di “insospettabili” che approfittano della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l’acqua alla gola.

    “Ormai – conclude Finocchiaro – tutto il paese è vittima di questo vortice ma non finiremo mai di sensibilizzare a non cadere in questa piaga, a denunciare eventuali abusi e soprattutto a farne partecipi con azioni a favore delle imprese e famiglie le autorità di governo sollecitando la nomina del nuovo commissario antiracket ed antiusura e sburocratizzazione dell’iter legato alla denuncia”.