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    I ‘Bquìntet’ per il Festival dell’Ospitalità di Scilla

    Lo abbiamo conosciuto da sempre come nostro concittadino, nato e cresciuto in riva allo Stretto. Questo almeno fino ai primi anni novanta, quando se n’è andato a fare il giornalista da un’altra parte della Calabria. Oggi, Marcello Barillà torna ma in una veste inedita e probabilmente del tutto sconosciuta per qualcuno: quella del cantautore e leader di una band, i “Bquìntet”. Il gruppo si esibirà sabato 1 ottobre alle 21 in piazza S. Rocco a Scilla, nell’ambito del Festival dell’Ospitalità.
    Quella per la musica, è una passione che Barillà coltiva praticamente da sempre; lo ricordiamo conduttore di un programma dedicato alla canzone d’autore italiana, sul finire degli anni settanta, in una delle prime radio libere nate a Reggio. “Bquìntet” prende forma nel 2013 su iniziativa dello stesso Barillà, che mette insieme quattro giovani musicisti: Max Rogato (chitarre), Chiara Troiano (pianoforte/tastiere), Christian Buffa (contrabbasso), Antonio Pintimalli (batteria). Il quintetto muove i suoi primi passi lavorando sui testi e le melodie delle canzoni che Barillà aveva scritto nel corso degli anni precedenti e che aveva proposto saltuariamente al pubblico, eseguendole per sole voce e chitarra. Nascono così, grazie al lavoro comune, gli arrangiamenti necessari a vestire i brani e che rappresentano la sintesi delle diverse sensibilità e delle diverse esperienze dei cinque componenti.
    Le prime esibizioni del gruppo risalgono alla primavera del 2014, quando il Bquìntet trova spazio nel cartellone del teatro “Il Minore” di Catanzaro, raccogliendo un buon successo di pubblico; proseguono nei mesi successivi e sempre in spazi cittadini o dell’hinterland. Nella primavera del 2016, vede la luce il primo EP, “Vie Traverse”, totalmente autoprodotto. Il disco viene presentato ufficialmente al Museo del Rock di Catanzaro e prende così il via il primo tour della band. Nello stesso anno, Barillà ha animato gli spazi musicali delle diverse tappe del “Tour delle Imprese Eretiche”, singolare e innovativa esperienza, che sta animando il dibattito sul Mezzogiorno d’Italia. Qualche mese prima, alla fine del 2015, il nome di Barillà era apparso come coautore sull’ultimo CD di Gianfranco Riccelli–Arangara, pubblicato da Artis/Cramps by Sony con la direzione artistica di Claudio Corradini. Tre i brani firmati da Barillà, tra cui quello che dà il titolo al disco, “Indietro non ci torno”.
    Le canzoni del Bquìntet si collocano decisamente nel solco della canzone d’autore italiana con una preferenza, sia pure non esclusiva, verso il genere musicale più melodico. I testi, generalmente, non concedono particolare spazio alla critica sociale o a quello che anni fa veniva genericamente definito “impegno” e che per molti versi era l’elemento caratterizzante dell’epoca anche in musica. Maggiore attenzione è rivolta infatti verso storie e/o esperienze individuali, sulle quali viene esercitato il tentativo di costruire soluzioni musicali originali – grazie anche alla commistione delle diverse sensibilità cui si è accennato in precedenza – e testi in grado di oggettivizzarle, affinché chi ascolta resti libero di vivere parole e musiche secondo le corde della propria anima.