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    Festa dell'Unità Maria Elena Boschi

    Festa dell’Unità: Maria Elena Boschi e le ragioni del Sì al referendum

    Il ministro per le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi ospite della festa dell’Unità regionale a Reggio Calabria. Intervistata da Maria Teresa Meli, sul palco con il segretario regionale Ernesto Magorno, il deputato Demetrio Battaglia e il sindaco della città Giuseppe Falcomatà, la componente dell’esecutivo Renzi ha discusso della riforma che porta la sua firma.

    “Abbiamo messo da parte i tatticismi e gli interessi personali per approvare la riforma costituzionale – ha detto – come ci aveva chiesto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.

    Il referendum, sottolinea il ministro “è fondamentale per i prossimi trent’anni. Si decide sul futuro del Paese, sulla crescita e lo sviluppo dell’Italia. Votare sì significa dare un nuovo ruolo al Senato, riducendo il numero di senatori, da 315 a 100. I 100 senatori saranno amministratori regionali e sindaci che, gratuitamente, contribuiranno portando le istanze dei cittadini dal territorio”.

    Sulla data del referendum e i cambiamenti al riguardo Maria Elena Boschi ha sostenuto che “non c’è nessun balletto in merito alla decisione. Non capisco perché c’è tutta questa attenzione. Non facciamo calcoli su questo. Tornato dalla settimana di Ferragosto il governo ha avuto altre priorità, a partire dal terribile sisma che ha colpito il centro Italia. Sulla data deciderà il Consiglio dei ministri seguendo le regole. C’è tempo fino al 13 ottobre per decidere sul giorno del referendum che dovrà essere fissato non prima di 50 giorni dalla decisione e non oltre i 70 giorni. Il problema non è la data, ma come sfruttiamo le settimane che ci separeranno dal voto”.

    Renzi e la personalizzazione

    “È vero che è sbagliato personalizzare questa sfida, – ha rimarcato il ministro – ma credo che altri hanno avuto interesse a strumentalizzare le parole del premier sulle dimissioni in caso di vittoria del No.

    Festa dell'Unità Maria Elena Boschi

    Il ministro, davanti ad un lungomare Falcomatà gremito, parla anche dell’Italicum: “I poteri del governo – ha spiegato – e del presidente del Consiglio non cambiano. Con questa legge elettorale garantiamo invece al popolo italiano la governabilità. Gli italiani eleggeranno una maggioranza che sosterrà il governo per cinque anni. Il nostro è il quarto governo di sempre come longevità. Questo vuol dire che fino ad adesso qualcosa non è andata nel verso giusto. Il nostro sistema politico si sta delineando sulla presenza di tre poli, come in Spagna. Gli spagnoli, che non hanno il ballottaggio e questo premio di maggioranza, sono andati a votare due volte in un anno”.

    Quanto alla questione Massimo D’Alema e la sua ritrosia palese al referendum ed al Sì, il cosiddetto fronte del No, dello stesso Pd, la Boschi attacca: “Chi decide di lasciare le cose così come stanno e pensa di poter avanzare un’altra proposta alternativa a questa, sbaglia. Lo dicono i 35 anni di fallimenti. In questi due anni in parlamento ci sono stati 4500 interventi. Si è fatto un lavoro vero che non è riproducibile in sei mesi. E comunque da parte del fronte del No, non c’è traccia di una proposta alternativa. Dire no è facile. Ci vuole molto più coraggio a dire sì al cambiamento”.

    “D’Alema – ha concluso il ministro – sottovaluta gli italiani, dicendo che la Riforma è confusa. Non credo che gli italiani non abbiano capito il testo. Ci vogliono più parole per descrivere il nuovo ruolo del Senato, ad esempio. Con tutto il rispetto, la prospettiva di cambiare la Costituzione con una paginetta e mezzo è in qualche modo improbabile. D’Alema è entrato in Parlamento nella fine degli anni 80. Ha avuto ruoli importanti e anche la possibilità di cambiare la costituzione. Perché non l’ha fatto. Questa è la nostra possibilità”.