“Tra i numerosissimi casi di palesi iniquità prodotte dal sistema di mobilità della legge di riforma detta sempre più beffardamente “buona scuola “, spicca per la sua singolarità il caso del prof Fabio Guarna. Il docente abilitato in discipline giuridiche ed economiche, è stato infatti declassato al ruolo di insegnante tecnico pratico e privato quindi di 150 euro al mese, l’equivalente in un anno circa dell’importo della tredicesima mensilità”. Lo segnalano i Partigiani della Scuola Pubblica, che diffondono un comunicato nel quale esprimono sdegno per quanto sta accadendo nella scuola. “Più di un caso di docente declassato e mandato su sostegno è già stato segnalato dalla nostra associazione. Il prof. Guarna, in questo caso, é rimasto sempre su posto comune, ma è stato spostato da una classe di concorso per laureati, richiesta presso tutte le scuole di ogni ordine e grado, ad una di nicchia, quella di “accoglienza turistica”, per diplomati, richiesta solo presso alcuni istituti tecnici professionali. La gravità della situazione creata dal Miur ai danni del docente – continuano nel comunicato – è data dal fatto che la moglie, assunta nella sua disciplina, è stata assegnata a Pistoia, mentre lui, è stato mandato in Sicilia per giunta su due scuole poste a 60 km di distanza l’una dall’altra. Anche questa è una grave anomalia e il docente fuori sede è stato costretto a segnalarla subito all’Atp di Messina, vedremo con quale esito. L’assegnazione del prof.Guarna alla classe di concorso C520, perciò, non solo non gli ha consentito, nelle operazioni di mobilità, di usufruire della possibilità di avvicinamento, visto che la sua classe di concorso è poco richiesta, ma neanche della possibilità di scambiare la sede con la moglie, per consentire almeno a lei di stare vicino alle figlie di sette e dieci anni che vivono in provincia di Catanzaro, che si apprestano a dover affrontare una separazione a tempo indeterminato da entrambi i genitori. Come non collegare questo caso alla recente propaganda al fertility day e alla politica per le famiglie propagandata dal governo ? – provocano i Partigiani – Più volte la Ministra Giannini ha decantato l’assunzione fuori provincia prevista dalla sua riforma quale una “opportunità”! Sicuramente, al momento, ne vediamo solo i sacrifici, il doversi indebitare e sfasciare la famiglia, ne sanno qualcosa i figli di questi docenti! Per la situazione in atto, che, per effetto delle operazioni sulla mobilità, quest’anno si è notevolmente complicata e aggravata, era stata depositata la richiesta di un’interrogazione parlamentare già il 22 dicembre 2015, rimasta, come moltissime altre, senza risposta. I vertici del Miur hanno espresso verbalmente solidarietà al docente, ma nessun effetto pratico ad oggi ne è sortito. L’algoritmo che ha generato tutti questi danni rimane secretato. I Partigiani della Scuola Pubblica hanno fatto richiesta di accesso agli atti per poter conoscere il meccanismo programmato dai tecnici del Ministero che ha fornito esiti tanto perversi. È lecito domandarsi, – concludono – di fronte a tanta ostinazione da parte della Ministra Giannini nel difendere e occultare una procedura che ha calpestato i più basilari principi costituzionali se il fine ultimo di questa soluzione trovata dai tecnici non fosse in realtà quello di indurre il più alto numero di docenti possibile a licenziarsi”.




