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    Scappa dalla Libia per salvare figlio malato di leucemia: qui ha una speranza

    La storia è di quelle che emozionano, di quelle che dovrebbero essere raccontate ogni giorno. Protagonisti un padre ed un figlio. Due profughi di origini libiche. Giunti a Reggio Calabria con lo sbarco di migranti della nave “Bourbon Argos” che ha salvato 541 naufraghi.
    Hanno raccontato al personale della Polizia di Stato, impegnato nella gestione dello sbarco, di aver intrapreso la traversata in mare a bordo di un piccolo natante fornito, gratuitamente, da un pescatore loro connazionale, con la speranza di giungere in Italia, al fine di assicurare le necessarie cure mediche al figlio, gravemente malato di leucemia. Il giovane 24enne, che in terra natia non aveva ottenuto alcuna speranza di guarigione, è stato immediatamente ricoverato presso il Reparto di Ematologia del locale ospedale, è stato amorevolmente accolto e curato da tutto il personale medico e paramedico.
    Una volta gestita, in via di prioritaria urgenza, il caso clinico presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, l’Ufficio Immigrazione della Questura, verificando la particolare situazione nella quale versavano padre e figlio e valutando la ricorrenza di gravi motivi di carattere umanitario, ha rilasciato ai due Libici un permesso di soggiorno per motivi umanitari che consentirà al giovane, tra l’altro, di accedere al Servizio Sanitario Nazionale.