• Home / CITTA / Reggio – Sammartino: “Non esistono sul territorio zone franche dove lo Stato non entra”
    Incontro prefettura Reggio sicurezza

    Reggio – Sammartino: “Non esistono sul territorio zone franche dove lo Stato non entra”

    “Lo Stato non va in ferie. Anzi come è possibile constatare direttamente quello attuale è il momento del maggiore impegno”. Il prefetto Claudio Samamartino era visibilmente soddisfatto stamattina nell’introdurre la conferenza stampa indetta per fare il punto sulle attività di vigilanza, controllo e prevenzione portate avanti dalle forze dell’ordine. “Grazie alle donne e agli uomini della squadra Stato si sono raggiunti risultati importanti per la sicurezza dei cittadini, dai quartieri periferici di Reggio ai luoghi della movida”. Un’attività estesa e dinamica quella esposta dal massimo rappresentante territoriale del governo che ha riguardato polizia, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale dello Stato, polizia provinciale e ispettorato del lavoro. I rappresentanti delle istituzioni citate erano accanto al prefetto per manifestare fisicamente questo lavoro di squadra che ha portato come risultati principali, nei primi sei mesi dell’anno, un aumento della fiducia dei cittadini misurato in un incremento del numero di denunce e una riduzione del numero di reati commessi.
    Dai lidi della movida all’Aspromonte, dalle piazze del centro ai quartieri periferici o ai paesini dell’entroterra. Ovunque si sono mosse le squadre volanti, le pattuglie appiedate e anche quelle a cavallo dei carabinieri su cui il prefetto si è soffermato per evidenziarne la novità: “uno squadrone di 20 uomini che con dodici cavalli hanno raggiunto le zone più impervie dell’interno dove i mezzi meccanici non possono arrivare hanno consentito di individuare ed estirpare diverse piantagioni di marijuana e di arrestare in flagranza di reato i soggetti intenti alla cura delle piante”.
    Altro aspetto su cui i funzionari si sono soffermati è quello del controllo dei flussi migratori. L’aggravarsi della situazione internazionale ha avuto come conseguenza un irrigidimento e un allungamento delle procedure di controllo dei migranti che sbarcano al porto cittadino. Il fotosegnalamento diventa un momento strategico di verifica con la risposta, il cosiddetto match dei sistemi informativi centrali, che fornisce garanzie sull’identità delle persone in transito. “Proprio questa attività – ha evidenziato il questore Raffaele Grassi – ha consentito in occasione dell’ultimo sbarco di individuare e arrestare un soggetto destinatario di un precedente provvedimento di espulsione”.
    Un’attività di prevenzione ad ampio spettro su tutti i quadranti tematici effettuata con controlli stradali e con un’attività collaterale e discreta di investigazione. 87mila veicoli fermati, 15 mila controlli domiciliari, 2200 perquisizioni sul posto sono solo alcune delle cifre snocciolate dal prefetto Sammartino per dare evidenza del lavoro pratico svolto.
    “Questo non è il volto duro dello Stato – ha affermato – ma quello di chi cerca di tutelare la cittadinanza”. Stato che ha da poco istituito un nuovo osservatorio sui fenomeni criminali in cui è inserita anche Reggio insieme ad altre cinque città per monitorare sperimentalmente l’efficacia delle azioni di contrasto messe in campo. Immigrazione, caporalato, lavoro nero, prostituzione, danneggiamenti, vacche sacre e reati ambientali. Non c’è settore in cui le forze dell’ordine non hanno operato perché, lo hanno ribadito con fermezza, “non esistono sul territorio della provincia zone franche in cui lo Stato non entra”.