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    Diego Bouché, Raffaele Grassi, Filippo Dispenza, Claudio Sammartino, Marco Minniti, Giuseppe Falcomatà, Vincenzo Olita, Gaetano Calogero Paci, Enzo Bianco, Mimmo Praticò

    Reggio – Il patrimonio immenso del “superprefetto” Luigi De Sena

    Simbolo per Reggio Calabria, esempio per la Nazione, guida per i cittadini. Il senatore e vicecapo della Polizia Luigi De Sena è stato ricordato così nella giornata dedicata alla sua memoria, iniziata con un incontro nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio completamente gremito, alla presenza delle più alte autorità civili e militari e alla presenza dei familiari del prefetto originario di Nola. L’iniziativa in ricordo del “Meridionalista dal volto gentile” è nata su impulso dell’associazione di cultura liberale “Società libera” in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Ad aprire la sequela di elogi verso il “superprefetto” di Reggio è stato proprio il sindaco Giuseppe Falcomatà: “Ha creduto fortemente in questa città di frontiera e dobbiamo fare in modo che i risultati conseguiti da Luigi De Sena restino impressi nella memoria collettiva, tramandandoli alle nuove generazioni. Era una persona che sapeva ascoltare. Un esempio e simbolo da seguire per questa città”. In tale contesto il presidente di Società Libera Vincenzo Olita ha illustrato il valore del “Premio Luigi De Sena”, da assegnare a persone o istituzioni, che si siano distinte per l’affermazione del concetto di legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata. “De Sena ci ha lasciato un patrimonio immenso – dichiara Olita – per questo abbiamo pensato di istituire tre tipi di premi. Uno indirizzato agli studenti della regione che presenteranno elaborati di contrasto al crimine. Gli altri due andranno ad una figura calabrese che si sia distinta in questa ‘missione’, e a una persona o istituzione a livello nazionale”. A tessere le lodi per De Sena è anche il questore di Reggio, Raffaele Grassi: “Un uomo di straordinarie capacità che è riuscito a tracciare una carriera brillante, pensando con grandezza”. Per il procuratore della Dda reggina Gaetano Calogero Paci il superprefetto “ha saputo interpretare i valori dello Stato repubblicano, analizzare fenomeni criminali complessi e dialogare costruttivamente con le persone”. Il presidente della Reggina 1914 Mimmo Praticò ha ricordato come De Sena si sia “sempre messo al servizio della città coltivando il sogno di liberarla dalla criminalità”. Filippo Dispenza, direttore centrale per gli Affari generali della Polizia di Stato, nel definirlo un uomo mite ne ha elogiato le capacità “pedagogiche” nel dialogo con la gente. “Sul suo esempio abbiamo pensato al progetto ‘La città ideale – Vivere liberi in sicurezza, vivere liberi dalle paure’, ideato nell’ambito dei percorsi di educazione alla legalità per sensibilizzare i giovani sul rispetto delle regole, della cittadinanza, della sicurezza urbana e del bene comune”. Sull’importanza della formazione si è espresso anche il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Diego Bouché: “Dobbiamo insegnare ai giovani il valore del rispetto verso la legge”. A spendere numerosi aggettivi per De Sena è stato il sindaco della Città metropolitana di Catania, Enzo Bianco: “Lo ricordo come uomo acuto, capace di cogliere i dettagli. Ma anche discreto, saggio, coraggioso e dotato di una profonda umanità”. Il prefetto di Reggio uscente Claudio Sammartino ha evidenziato come “lo Stato sia una squadra coesa e forte su questo territorio. E noi abbiamo il dovere di continuare l’opera portata avanti da Luigi per dare un futuro a questa terra”. A chiudere gli interventi è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti: “Luigi ha amato in maniera incondizionata questa città, senza chiedere nulla in cambio. Studiava nel dettaglio ogni cosa con quella saggezza che lo ha sempre contraddistinto anche nel ruolo importante avuto all’interno dell’Intelligence. Un uomo del Mezzogiorno che è riuscito a costruire un saldo rapporto con il Sud. In sintesi è stato un grande italiano”.