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    Promozioni consorzio di bonifica: le precisazioni del presidente Zerbi

    In replica e rettifica alle dichiarazioni del Presidente Regionale di Coldiretti Molinaro contenute nell’articolo Strill, di domenica 21 Agosto relativo al Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino, il  presidente Filippo Zerbi   precisare quanto: “Quelle che scorrettamente e strumentalmente sono definite “promozioni” dal Presidente Regionale di Coldiretti non sono state concepite dal sottoscritto a vantaggio di nessuno. L’allora Commissario Regionale dei Raggruppati di Reggio Calabria Avv. Valensise con la delibera n.18 del 27 Novembre 2012 adottata dal Comitato Generale dei Commissari della Regione Calabria aveva proposto il riconoscimento di mansioni superiori ad alcuni dipendenti del Consorzio per consentire il riconoscimento di qualifiche relative allo svolgimento di mansioni affidate dallo stesso e dai suoi predecessori.
    Il sottoscritto Presidente del Consorzio Tirreno Reggino subentrato al Commissario Valensise nel Dicembre del 2012 ha trovato un organico con un solo capo comparto irriguo e con tutti gli altri responsabili di aerea privi di inquadramento relativo alle mansioni svolte.
    In particolare il comparto forestale, ragioneria, amministrativo e catasto. Con la delibera del 2 Agosto si è provveduto a sanare la situazione riconoscendo ai tre responsabili l’inquadramento relativo a mansioni svolte da anni come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale.
    Si dà il caso che uno dei tre dipendenti sia fratello del Direttore del Consorzio, credo che il buon senso suggerisca che la parentela non debba significare una ingiustificata penalizzazione.
    La circostanza dell’allontanamento del Direttore al momento della delibera non fa che confermare la correttezza della procedura al contrario di quanto dilettantisticamente additato come atto scorretto. Al contrario di quanto riportato nelle calunniose e scorrette dichiarazioni di Molinaro i Sindacati dei lavoratori avevano sottoscritto un accordo con l’ente (e quindi non “all’insaputa di tutti”) in data 6 Aprile
    2016 all’interno del quale si riconosceva la necessità di procedere al riconoscimento delle mansioni
    effettivamente e documentalmente svolte per motivi di legittimità. Quindi nessuna promozione, semmai un tardivo riconoscimento di quanto riportato dalla Deliberazione n° 18 del 27.11.2012 del Comitato dei Commissari della Regione Calabria.
    L’ennesima bugia che offende l’intelligenza dei consorziati come quella riportata in una missiva indirizzata alla Regione dalla Coldiretti provinciale in data 11 Agosto nella quale si lamentava il mancato invio dei manifesti elettorali ai comuni del comprensorio quando invece gli atti dimostrano che erano stati tutti antecedentemente pubblicati ed esposti entro le date prescritte.
    Mi occorre inoltre precisare che il sottoscritto non è stato espulso ma ha piuttosto deliberatamente abbandonato la Coldiretti non condividendone l’azione corporativa e clientelare svolta all’interno dell’URBI Calabria e nel mondo consortile in generale.
    Il sottoscritto oltre che lasciare la Coldiretti si è dimesso dalla carica di Vice Presidente Regionale URBI dissociandosi dall’obbligo di deliberare atti poco trasparenti pilotati dalla regia Coldiretti in seno all’URBI che rappresentavano un danno economico per l’Ente Consortile.
    Delibere e atti che in sprezzo alla tanto decantata trasparenza non vengono pubblicati sul sito istituzionale URBI al contrario di quello che avviene sul nostro sito consortile.
    Si tratta quindi di allontanamento volontario da un organizzazione professionale auto referenziata che non rappresenta in alcun modo gli interessi di noi imprenditori agricoli. Attacchi calunniosi e strumentali come quelli di Molinaro non fanno che confermare la malafede di
    burocrati che obbediscono a logiche corporative con totale disprezzo delle difficili condizioni nelle quali versa l’agricoltura calabrese e che agiscono con un arroganza strumentale e propagandistica per garantire privilegi e potere ad un gruppo di burocrati in giacca e cravatta con lauti stipendi alla faccia dei veri coltivatori diretti.
    Nel ringraziare la solidarietà dei Presidenti amici e dei consorziati che conoscono bene il nostro modo di operare rispediamo al mittente le lezioni di etica e moralità, continuando ad amministrare, con i miei colleghi consiglieri ed imprenditori agricoli per il rilancio di un ente che in passato è stato per troppo tempo terra di conquista per organizzazioni professionali che non hanno lasciato tracce positive del loro operato se non nell’affannosa ricerca di potere e clientele”.