• Home / CALABRIA / ‘Ndrangheta – Traffico di cocaina: diversi arresti (VIDEO)
    Sequestro cocaina Calabria

    ‘Ndrangheta – Traffico di cocaina: diversi arresti (VIDEO)

    Sono 15 le persone, tra la Calabria e Napoli, per le quali sono scattate diverse misure cautelari personali, alcuni in carcere altri agli arresti domiciliari, relativamente alla maxioperazione antidroga “Vulcano” che nei giorni scorsi aveva già portato al fermo di 12 persone ritenute componenti della ‘ndrangheta e accusate anche di associazione mafiosa. “Vulcano” eseguita nella notte tra il 30 e il 31 luglio da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, con il supporto del Comando Provinciale di Napoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha disarticolato un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina per conto delle potenti cosche di ‘ndrangheta Molè, Piromalli, Alvaro, Crea e Pesce. (LEGGI QUI I NOMI DI TUTTE LE PERSONE COINVOLTE)
    I soggetti arrestati sono stati coinvolti nell’operazione che ha portato al sequestro di oltre 80 Kg di cocaina purissima rinvenuta all’interno di uno degli oltre 1500 containers imbarcati sulla nave mercantile “MSC Poh Lin”, sottoposta a sequestro e a perquisizione dai finanzieri, attraccata presso lo scalo portuale di Gioia Tauro il 7 luglio.
    In quell’occasione, l’organizzazione criminale aveva pianificato una nuova metodologia d’importazione dello stupefacente, che prevedeva, grazie al presunto diretto coinvolgimento del comandante della cargoship MSC Poh Lin, il trasbordo dell’illecito carico direttamente in mare su un’altra imbarcazione e non più attraverso l’ormai noto metodo del rip-off (attuato mediante estrazione dei borsoni contenenti lo stupefacente direttamente all’interno del porto).
    La minuziosa organizzazione del trasbordo è testimoniata da diversi “pizzini” rinvenuti all’interno della cabina in uso al comandante, sui quali erano appuntati la dicitura “80 kg” con l’indicazione del numero del container sul quale la droga era inizialmente stata caricata, nonché uno schema riepilogativo delle varie fasi attraverso cui si sarebbe dovuta articolare l’operazione di trasbordo, la quale sarebbe stata attuata anche mediante lo spostamento fisico della cocaina ad un nuovo container, il cui numero sarebbe stato tempestivamente comunicato dallo stesso comandante all’organizzazione criminale. E proprio per garantire l’inviolabilità delle comunicazioni relative ai traffici illeciti, i sodali hanno utilizzato telefoni cellulari dedicati e dotati di sofisticati sistemi di criptazione, ma anche adottato dei codici alfanumerici, con i quali cifrare ogni messaggio, come quelli annotati tra gli appunti rinvenuti all’interno della cabina in uso al comandante o nelle abitazioni di taluni soggetti finiti in carcere.