La Polizia di Stato mette a segno un ulteriore attacco ai patrimoni illecitamente acquisiti da soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta confiscando a Seminara (RC) alcuni beni, su provvedimento dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, a Saverio Laganà, 46 anni, ritenuto un esponente della cosca “Gioffrè”, operante nel territorio reggino.
Laganà, attualmente detenuto, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria alla pena definitiva di 8 anni di reclusione per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione “Artemisia”, per aver preso parte alla faida tra le opposte fazioni dei “Gioffrè”, detti “’ndoli ” e dei “Caia-Laganà” detti “’ingrisi ”, con la scissione di quest’ultimo gruppo in ulteriori due sotto-gruppi contrapposti, rispettivamente i “Caia-Gioffrè” da un lato ed i “Laganà” dall’altro, che insanguinò le strade del comprensorio di Seminara.
Le indagini patrimoniali, condotte dagli uomini dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine, hanno dimostrato l’evidente sproporzione tra i redditi formalmente percepiti dal proposto e il patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile, frutto del reimpiego di capitali di provenienza illecita.
L’Autorità Giudiziaria, accogliendo le risultanze delle citate investigazioni di carattere patrimoniale, ha disposto la confisca dei seguenti beni, ubicati nel Comune di Seminara, già sequestrati nel novembre 2015 dal locale Tribunale Misure di Prevenzione, sempre su proposta della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Reggio Calabria:
1 immobile composto da piano terra e primo piano;
7 appezzamenti di terreno adibiti ad uliveto.
Il valore dei beni confiscati ammonta complessivamente a circa 500 mila euro.




