• Gratteri Vs Cantone

    Legalizzazione droghe leggere. Cantone vs Gratteri: è lotta anche di idee

    Fino a poco tempo fa era “assolutamente contrario”, ora dice sì a una “legalizzazione intelligente” per “evitare che i ragazzi entrino in contatto con la criminalità”. Cosa ha fatto cambiare idea a Raffaele Cantone, il tanto stimato presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione? I figli. I suoi ragazzi, ormai cresciuti.

    I perché di Raffaele Cantone

    “La vera considerazione che mi ha portato a cambiare idea sono stati i miei figli”, ha infatti dichiarato il magistrato. “Da quando sono diventati più grandi ho cominciato a guardare questo fenomeno della cannabis da una finestra molto diversa”.

    Secondo Cantone, che apre dunque alla legalizzazione intelligente della cannabis, “togliere profitti alla criminalità organizzata è il punto meno importante: con la cannabis la criminalità organizzata non guadagna molto”. Però, aggiunge il presidente dell’Anac, ci sono “due considerazioni molto importanti che mi hanno portato a cambiare idea su questo punto. Intanto ho potuto constatare quanto è diffuso il fenomeno tra i ragazzini di oggi, visto questo, la domanda sorge spontanea: siamo sicuri che la politica proibizionista di questi decenni abbia funzionato? E vogliamo renderci conto di quanti ragazzini entrano in diretto contatto con la criminalità organizzata quando vanno a comprarsi il fumo per strada? Tutti quelli che fumano non hanno alternative per procurarsi la cannabis. E certo che sono tanti, basta guardare i numeri delle relazioni antidroga. Ecco, questa è una cosa che io vorrei evitare, grazie alla legalizzazione. Ma non solo”. “Sappiamo che cosa si vanno a comprare i ragazzi quando comprano il fumo illegale? – prosegue Cantone – Schifezze trattate anche chimicamente. Io penso che questo trattamento sia fatto ad arte in modo che i ragazzi diventino dipendenti e, peggio, arrivino alle droghe pesanti”. Questo Raffaele Cantone, ma è già noto ai più, l’acerrimo proibizionista della cannabis è Nicola Gratteri che non ha certo aspettato a rispondere al collega sulla tematica.

    La posizione del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri

    “La scorsa settimana sono stato in una comunità di recupero alla periferia di Catanzaro e le persone che si trovano lì mi dicevano che le droghe leggere non vanno legalizzate, perché loro hanno cominciato con quelle. Se dobbiamo discutere di questi temi, perché non andiamo a sentire anche loro? Di questi argomenti bisogna parlare soprattutto con i dati e mai facendo filosofia o dichiarazioni di principio. E i dati dicono che su 100 tossicodipendenti, 5 fanno uso di hashish e marijuana e solo il 25% di questi ultimi è maggiorenne, mentre il restante 75% è minorenne. Quindi, affermare che legalizzare la cannabis aiuta a colpire chi fa affari con la droga non è vero, perché la quota di affari legati alle droghe leggere è risibile rispetto al totale”. E’ quanto afferma Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, interpellato sul tema della legalizzazione della cannabis, tornato oggi in primo piano dopo le affermazioni di Raffaele Cantone. Quella di Gratteri contro la legalizzazione delle droghe leggere è una posizione nota e ribadita in più occasioni. Il magistrato ne parla anche nel libro “Oro bianco”, scritto insieme ad Antonio Nicaso e incentrato soprattutto sul traffico di cocaina e sul ruolo della criminalità organizzata, e in particolare della ‘ndrangheta, in quest’ambito. “Non possiamo addurre tra le motivazioni a favore della legalizzazione delle droghe leggere – afferma Gratteri – il fatto che per questa via si colpiscono le organizzazioni criminali, perché i guadagni che le mafie ottengono per questo canale sono risibili rispetto a quelli che fanno con le droghe pesanti. Penso che la legalizzazione non sia un’emergenza del Paese e che ci siano altre priorità legislative, ma se proprio si deve discutere di legalizzazione lo si faccia senza cadere nel dibattito ideologico o perché  è un argomento di tendenza. Questo è un argomento su cui ci sono molti falsi miti: per esempio, che in Olanda la droga sia legale, quando invece è tollerata, che vuole dire che sulle piccole quantità consumate nei bar la polizia chiude un occhio”. E proprio di questi temi Gratteri parlerà a settembre in un convegno che sarà organizzato al Senato.

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