Condanne pesanti al termine del procedimento Rifiuti 2 Spa, scaturito dall’inchiesta sul clan Alampi, cosca con forti interessi economici soprattutto nel settore dei rifiuti e degli appalti ecologici, manipolati da aziende e società direttamente collegate alla cosca e grazie all’aiuto compiacente di avvocati e amministratori giudiziari. L’impianto accusatorio sostenuto dai sostituti procuratori Lombardo e Ferracane è stato totalmente confermato portando alla condanna a oltre 17 anni di Matteo Alampi, che, pur non risultando, gestiva di fatto gli affari della società. Dieci anni sono stati comminati a Giovanni Alampi, otto anni e otto mesi alla moglie di Matteo, Giovanna Siclari, a Paolo Siclari, e ad Antonio Quattrone, 8 anni invece per Carmela Alampi. Un anno e 4 mesi è invece la condanna per Laura Cutrupi e Carmela Barreca. Assolto Andrea Itri. Condannati a 8 anni di carcere anche i due avvocati Giulia Dieni e Giuseppe Putortì e l’amministratore giudiziario, Rosario Spinella, i quali, secondo i giudici, hanno lavorato per creare le condizioni affinchè gli affari della cosca nel settore dello smaltimento dei rifiuti proseguissero senza intoppi. Pena più pesante, 11 anni, per l’ing. Lauro Mamone, amministratore dell’impresa e considerato braccio destro di Matteo Alampi. Per il direttore tecnico Domenico Alati sono stati decretati dieci anni e 2 mesi di carcere.






