• Home / CALABRIA / Mamma Santissima, la “Santa” decise che Scopelliti doveva essere il Sindaco di Reggio
    Ancora Reggio chiama Rio, a novembre nuovi eventi

    Mamma Santissima, la “Santa” decise che Scopelliti doveva essere il Sindaco di Reggio

    L’operazione Mamma Santissima evidenzia come molti appuntamenti elettorali siano stati oggetto di condizionamento da parte della ‘ndrangheta, attraverso la formazione delle liste, orientando i consensi elettorali a propria disposizione e influenzando le nomine all’interno degli organi politico-aministrativi. Si fa riferimento alle elezioni del 2001 (comunali), del 2002 (comunali e provinciali), del 2004 (Europee), del 2005 (Regionali), del 2006 (provinciali), del 2007 (Comunali), del 2009 (europee) e 2010 (Regionali). (LEGGI QUI LA NOTIZIA DELLE PERQUISIZIONI A CASA DI SCOPELLITI)
    A partire dal 2002, i potentissimi avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano hanno avuto un ruolo determinante per la elezione di Giuseppe Scopelliti come sindacodi Reggio Calabria e di Pietro Fuda come presidente della Provincia nonché nella formazione degli organi di governo locale secondo un programma che garantiva loro di interferire sul regolare funzionamento dei due enti attraverso più soggetti politici, prevedendo di infiltrarli successivamente al Parlamento nazionale ed europeo. Non va inoltre dimenticato che nel 2002,  l’elezione di Scopelliti a sindaco comportò le sue dimissioni dall’incarico di Assessore regionale, consentendo a Sarra, primo dei non eletti nella tornata del 2000, di approdare in Consiglio Regionale. Nel 2004, per effetto dell’elezione di Umberto Pirilli al Parlamento Europeo, Alberto Sarra gli subentro in un incarico assessoriale. Il progetto di candidare Pietro Fuda nel 2005 alla Presidenza della Regione Calabria invece fallì a causa delle vicende giudiziarie che coinvolsero l’interessato oltre che lo stesso Romeo.

    Tornando alle elezioni, comunali e provinciali, del 2002 per gli investigatori  la vittoria di Scopelliti  sul candidato del centro sinistra Demetrio Naccari Carlizzi fu determinata proprio dagli specifici interessi della criminalità mafiosa anche nei settori dei lavori pubblici in generale, nella gestione dei fondi del Decreto Reggio e nella creazione delle società di servizi a capitale misto pubblico privato, progetto questo avviato a partire dal 2001.

    Se Paolo Romeo e Giorgio De Stefano hanno sempre  svolto funzioni  di direzione e coordinamento del sistema criminale, i politici  Caridi e Sarra sono soggetti nuovi, che operano per realizzare e tutelare  la strategia individuata dai due legali. Sarra, secondo gli inquirenti, si è avvalso, per sé ed in favore di altri candidati, del sostegno elettorale delle cosche Pesce, Condello, De Stefano, Tegano, Logiudice, Alvaro, Libri/Caridi, Vadalà, Lampada, Pangallo, Crucitti. Ha operato in sinergia con Romeo per attuare il progetto politico che lo vedeva parte integrante e che attribuiva un ruolo di centralità in primo luogo a Scopelliti.

    Anche Antonio Caridi ha potuto contare sul sostegno elettorale delle cosche e in particolare dei De Stefano/Tegano, Libri/Caridi, Crucitti, Audino, Borghetto/Zindato, Nucera, Morabito di Africo, Iamonte, Maviglia ed in ultimo i Pelle  con  cui si è incontrato in occasione delle elezioni Regionali del 2010. E’ grazie a Romeo se nel 2002 fino al 2007  ha ricoperto l’incarico di assessore all’ambiente del Comune di Reggio Calabria, cosa quest’ultima, che ha permesso alla cosca De Stefano di controllare la società FATA MORGANA SpA. Sarà poi sempre Caridi a portare in parlamento gli emendamenti emendamenti proposti da Sarra e Romeo per accelerare l’attuazione della città metropolitana per avere i fondi al più presto e per poterci mettere subito le mani sopra.  Caridi lavorava per questo.

    Ma altri aspiranti politici sono finiti nelle reti degli investigatori. Ci sono gravi indizi di colpevolezza per DELFINO Alessandro Bruno, NICOLAZZO Bruno e MOIO Roberto poiché ritenuti responsabili, in concorso, del delitto di scambio elettorale politico mafioso. Il DELFINO, candidato alle elezioni comunali dell’anno 2007 nella lista CDC – ITALIANI NEL MONDO riferibile a SARRA Alberto e CHIRICO Francesco, accettava la promessa di MOIO Roberto e NICOLAZZO Bruno di procurare voti  in cambio della erogazione di una somma di denaro pari almeno ad € 15.000,00, di cui 10.000,00 consegnata personalmente dal MOIO allo zio Giovanni TEGANO, soggetto apicale del mandamento di Reggio Calabria. Il MOIO quindi, su richiesta del DELFINO, assumeva l’impegno di attivarsi nei confronti dell’elettorato dispiegando concretamente il proprio potere di intimidazione derivante dal suo ruolo di rilievo in seno alla cosca TEGANO di Archi di Reggio Calabria, per essere nipote diretto di Giovanni e Pasquale TEGANO, avvalendosi a tal fine del NICOLAZZO, anch’egli appartenente alla predetta articolazione territoriale della ‘Ndrangheta reggina, per la diretta percezione del denaro utilizzato per pagare i voti da destinare al DELFINO, come confermato dagli accertamenti bancari eseguiti.

    Marina Malara