Una alchimia davvero raffinata, una capacita di trasformare tutto e di penetrare in ogni ambiente, industriale ed economico, istituzionale e politico, per lucrare negli ambiti più variegati e diversificati dell’economia grazie al fortissimo connubio tra mafia e politica. Così il questore Raffaele Grassi descrive l’operazione di oggi denominata, appunto “Alchemia”, e che, sempre il questore, definisce come un altro goal della squadra Stato. 42 misure cautelari con 34 persone in carcere, 6 ai domiciliari e 2 interdetti dall’esercizio di un pubblico ufficio. Due le fasi operative che si incrociano: una, condotta dal Centro Operativo D.I.A. di Genova,
con la collaborazione di Reggio Calabria e Roma, nei confronti di elementi affiliati alla cosca mafiosa “RASO-GULLACE-ALBANESE” di Cittanova (RC); l’altra, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalla Squadra Mobile di Genova e di Reggio Calabria nonché dalla Squadra Mobile di Savona, con riguardo a soggetti appartenenti alla medesima consorteria mafiosa ed a quella denominata “PARRELLO-GAGLIOSTRO” di Palmi (RC).
La ‘ndrangheta aveva messo le mani su diversi settori “strategici”, quali il movimento terra, l’edilizia, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on line, la lavorazione dei marmi, autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali, con l’individuazione di società intestate a prestanome.
Affiliati alla cosca cittanovese operanti in Liguria hanno confermato il loro profilo di pericolosità e di solido collegamento con la “casa madre”, evidenziando ancora una volta il rilevante ruolo della Liguria nelle dinamiche e negli interessi della ‘ndrangheta nel Nord Italia.
Ampiamente documentata la partecipazione a diversi summit mafiosi da parte degli indagati,nonchè la rituale affiliazione di figli di ‘ndraghetisti al momento del compimento della maggiore età.
Comprovate relazioni con esponenti della politica reggina, anche a livello nazionale, funzionali ad un reciproco scambio di favori, che hanno confermato l’interesse che le cosche hanno nel coltivare le indispensabili connessioni con il mondo politico. Altri rapporti intrattenuti con le medesime finalità sono stati riscontrati con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria di Reggio Calabria.
Sia in Liguria e che in Piemonte, è stata accertata l’infiltrazione degli appartenenti alla cosca “RASO-GULLACE-ALBANESE” in sub-appalti già aggiudicati per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo Valico dei Giovi”, attualmente in fase di costruzione e per agevolare l’inizio dei lavori alcuni affiliati hanno anche sostenuto il movimento “SI’ TAV” mettendo in atto una vera e propria strategia mediatica affinchè l’opinione pubblica approvasse la realizzazione dell’opera.
Particolarmente intensi sono stati i rapporti accertati tra le imprese della cosca “RASO-GULLACE-ALBANESE” e gli amministratori di alcuni comuni liguri, il cui operato è stato oggetto di condizionamento, anche mediante la sollecitazione al pagamento indebito di somme di denaro, con specifico riferimento alla fornitura di servizi in materiale ambientale.
Le imprese edili e di movimento terra riferibili alla cosca “RASO-GULLACE-ALBANESE”, hanno acquisito anche appalti dalla Cooperativa “Coopsette”, attraverso la corruzione di dipendenti infedeli che assegnavano le commesse a seguito dell’approvazione di preventivi appositamente “gonfiati”, così consentendo un maggior guadagno alle imprese mafiose e assicurarsi il pagamento di un corrispettivo.
Documentati anche gli stretti rapporti e la sussistenza di interessi economici comuni tra la cosca “RASO-GULLACE-ALBANESE” e quella dei “PARRELLO-GAGLIOSTRO” di Palmi (RC), i cui affiliati gestiscono numerose società – attive prevalentemente nel settore dei servizi di igiene ambientale con sedi in Lombardia, Emilia Romagna e Calabria – intestate a prestanome che, grazie a compiacenti imprenditori e manager genovesi e romani, avevano acquisito, tra gli altri, il sub-appalto per i servizi di igiene civile e industriale di “Poste Italiane S.p.a.” e “Alleanza Assicurazioni S.p.a.” in provincia di Reggio Calabria.
In particolare appare interessante la tendenza della ‘ndrangheta ad investire i propri capitali illeciti nel settore della produzione e commercializzazione di lampade a led.
Inoltre sono stati documentati consistenti investimenti all’estero nel settore immobiliare mediante una serie di operazioni realizzate in costa Azzurra, nelle Canarie ed in Brasile, attraverso il riciclaggio di capitali di provenienza illecita e la contestuale acquisizione di disponibilità finanziarie in quei Paesi in forza di rapporti instaurati con fiduciari locali.






