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Truffe alle assicurazioni, in manette professionisti e medici per falsi incidenti

13 Giugno 2016
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Truffe alle assicurazioni, in manette professionisti e medici per falsi incidenti

di Marina Malara – Sono 10 le persone arrestate dalla  Polizia di Stato di Reggio Calabria tra  medici e professionisti accusati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni.  L’operazione “Insurance” è stata eseguita dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di P.S. di Cittanova. Accertata l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla perpetrazione di truffe ai danni di ignare compagnie assicurative. Oltre 200 persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria. Tra gli indagati numerosi medici e professionisti. Coinvolto anche un ex ufficiale della Guardia di Finanza sospeso dal servizio dal 2010.
Numerose le perquisizioni nelle provincie di Reggio Calabria, Cosenza e Firenze, nelle abitazioni e negli studi professionali di 25 persone tra cui medici in servizio presso i nosocomi della Piana di Gioia Tauro. I professionisti preparavano false certificazioni mediche supportate da falsi esami radiografici. L’associazione criminale risultava ancora attiva fino al momento dell’esecuzione delle odierne misure cautelari. Durante la conferenza stampa presso la Questura di Reggio Calabria alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, Ottavio Sferlazza, del questore Raffaele Grassi, del vicequestore Francesco  Rattà e del Commissario di Cittanova, Alessandro Sciacca è stata riassunta l’articolata e complessa indagine fondata sulle conversazioni telefoniche intercettate, supportata dal sistema di geolocalizzazione delle utenze telefoniche, servizi di osservazione e pedinamento, l’acquisizione di documentazione presso varie compagnie assicurative, nonché i controlli effettuati presso le banche dati in uso alle forze dell’ordine. Sono state  25 le truffe assicurative commesse in meno di un anno (tra novembre 2011 e settembre 2012) per un ingiusto profitto pari a circa 300.000 euro. La struttura criminale programmava le truffe con grande attenzione. Venivano reperiti  veicoli e persone da far figurare come coinvolti nel sinistro, spesso affidandosi ad abili e fidati complici-collaboratori. In questa fase organizzativa è stato riscontrato l’uso di un linguaggio criptico durante i brevi contatti telefonici; nella maggior parte dei casi si parlava di “partite di calcio” da organizzare e di difficoltà o meno per la formazione della squadra, con evidente riferimento alle persone da reclutare per i falsi sinistri.

Pianificato l’evento, in data ed orario prestabiliti, gli “attori” posizionavano nel luogo stabilito le autovetture in modo tale da inscenare una collisione e poi richiedevano l’intervento delle forze dell’ordine che non potevano più svolgere i rilievi tecnici in quanto si dichiarava che i veicoli erano stati spostati in quanto vi era pieno accordo tra le parti e non vi erano feriti.

Alla simulazione del sinistro si aggiungeva anche quella delle relative conseguenze dannose sulla persona. I falsi sinistrati andavano al “pronto soccorso” segnalando di essere, poco prima, rimasti coinvolti in un incidente e di avvertire dolori da qualche parte ottenendo prognosi di 3/5 giorni, con  certificazioni e referti radiografici di medici e titolari di laboratori.

Sulla base di queste false certificazioni ottenute si avanzavano pratiche risarcitorie, da agenzie d’infortunistica stradale, come la CHINSERVICES di Franco Chindamo, o da legali, come Maria Teresa Cosentino.

In numerosi casi, grazie al conferimento di apposite procure, l’agenzia d’infortunistica stradale CHINSERVICES S.r.l. o la legale Cosentino incassavano direttamente i risarcimenti dei loro assistiti.

 

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