di Marina Malara – Ai commercianti della zona Nord del Corso Garibaldi sembra una presa in giro la ripresa dei lavori per completare la carreggiata e i marciapiedi della strada più importante della città di Reggio Calabria. Dopo il riavvio del cantiere lo scorso 17 giugno annunciato dall’assessore comunale Giovanni Muraca per calmare gli animi dei commercianti e di Confcommercio che minacciavano di bloccare il Museo per protesta, i lavori sono sì ripartiti, ma con una lentezza estenuante. Sono solo due, infatti, gli operai impiegati e i commercianti sono esasperati da questa situazione che continua a prolungarsi nel tempo senza fare intravedere la fine. Il problema sarebbe un contenzioso tra Soprintendenza e Comune in merito al numero delle pietre estratte dal selciato del Corso e che dovrebbero essere riposizionate in altra zona dell’arteria. Secondo i commercianti, per i quali ha parlato con noi Franco De Carlo, vicepresidente di Confcommercio, si lavorerebbe con tanta lentezza solo per perdere tempo e attendere la soluzione del contenzioso. “Per noi tutto questo non va bene, perché i danni economici che stiamo affrontando sono troppi, dice De Carlo. Io ho perso il 40% del fatturato da quando il Corso è in queste condizioni, perché la gente non può neppure passeggiare”. De Carlo intende citare in giudizio per danni il responsabile del procedimento e “sarà poi la magistratura a valutare di chi è la colpa e chi dovrà risarcire il danno sia di immagine che economico che stiamo subendo”. I lavori sono iniziati il 12 maggio e già sono stati interrotti una volta. De Carlo fa notare come il flusso turistico in città ci sia esclusivamente a luglio ed agosto e i negozianti non potranno beneficiare di questi arrivi in quanto i turisti che arriveranno al Museo si guarderanno bene dall’imboccare il Corso Garibaldi che si presenta in queste condizioni. A detta di De Carlo il termine del cantiere è previsto per il 30 giugno, ma “di questo passo andremo a finire a giugno di un altr’anno ed è vergognoso perché c’è una presa in giro da parte del Comune che dice una cosa e ne fa un’altra, così come la ditta che esegue i lavori e la Soprintendenza. Ci hanno dato un contentino mandando la squadra a lavorare con solo due operai. Nelle altre città, dove le cose funzionano, si lavora, in questi casi, 24 ore su 24. Quando abbiamo chiesto questo la ditta ha risposto che l’Enel disattiva la corrente elettrica per permettere i lavori solo per otto ore. Ma non è tutto. Perché vanno a rilento i lavori in questa zona a causa di una disputa sulle pietre che non dovranno essere posizionate in quest’area? La domanda è questa ed è confermata dal fatto che hanno già realizzato il massetto in cemento per posare le nuove piastrelle che sono già qui. Non è giusto che per una diatriba tra Comune e Soprintendenza noi dobbiamo subire i danni. A questo punto noi chiediamo che asfaltino questo tratto in maniera temporanea e lo rendano utilizzabile in attesa che chiariscano le cose tra loro”. I commercianti accusano anche l’amministrazione di avere aperto tutti questi cantieri sul Corso dove lavora solo un operaio, senza pensare di aprirne uno alla volta concentrando i lavori e terminandoli per poi passare al cantiere successivo. “Manca il buonsenso” dice De Carlo “e si fa finta di aprire cantieri per poi non fare niente, la ditta scarica le colpe sul Comune, il Comune sulla Soprintendenza e viceversa, mentre noi rischiamo le penne.”










