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    Immigrato ucciso, indagato carabiniere che ha sparato, Sferlazza: “Atto dovuto”

    “Il carabiniere che ha ucciso l’immigrato dovrà essere iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto a garanzia dei diritti della difesa, in relazione all’autopsia che sarà eseguita sul corpo della vittima, ma il quadro che si delinea è di una legittima difesa da parte del militare”. Lo detto all’Ansa il Procuratore della Repubblica di Palmi, Ottavio Sferlazza, in relazione all’episodio accaduto nella tendopoli di San Ferdinando, dove un carabiniere ha ucciso con un colpo di pistola un immigrato del Mali, Sekine Traore, classe 1989. Il militare è intervenuto insieme ad un collega per sedare una lite tra due extracomunitari. Uno dei due ha estratto un coltello e lo ha ferito ed il militare ha reagito. “C’è stato da parte dell’immigrato, secondo la nostra ricostruzione basata sulle testimonianze delle persone presenti – ha aggiunto il Procuratore – un atteggiamento inizialmente intimidatorio nei confronti del carabiniere e poi concretamente aggressivo, con una coltellata che ha raggiunto il militare al volto. Il carabiniere ha anche tentato inutilmente di ricondurre l’immigrato alla calma”.