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    Writers catanzaresi a San Siro per dipingere il parco di murales più grande d’Europa

    “Giochiamo la nostra partita” è il nome dell’evento patrocinato dal Comune di Milano che vede protagonisti oltre 100 writers provenienti da tutta Italia con lo scopo di realizzare il parco di murales più grande d’Europa. Dove? A San Siro dove si terrà la finale di Champions League. Oltre un chilometro di murales per dare una veste diversa ad un tempio dello sport e non solo, europeo. Tema da realizzare “sport e verde” e a cospetto di uno stadio come San Siro l’ispirazione non manca.

    Tra i protagonisti anche due catanzaresi, Ilario Parentela e Salvatore Puzzo delle Belle Arti. Uno dei “pezzi” già ultimati, infatti, è proprio il loro che hanno realizzato Gennaro Gattuso, “Ringhio”, ex giocatore del Milan col pugno in segno di vittoria. La notizia è apparsa su La Repubblica e i giovani calabresi hanno spiegato “Gattuso perché rappresenta la Calabria. E’ un simbolo dello sport calabrese. Noi come Gattuso, veniamo dalla Calabria per rappresentare la nostra regione e la nostra città, così come lui ha fatto mentre giocava per il Milan”.

    Strill.it dopo l’esperienza meneghina ha intervistato il giovane artista “Sart”, uno dei due artisti che ha dipinto Gattuso, per discutere delle opportunità che la Calabria offre a chi come lui ha pensato di fare dell’arte la sua strada.

    Quanto è difficile riuscire ad entrare nel circuito degli eventi che riguardano i graffiti?

    “Diciamo che varia molto da evento a evento: ci sono alcuni che sono molto restrittivi e che operano una selezione maggiore a priori puntando sulla qualità degli artisti da invitare, altri che fanno una selezione a posteriori dove sono gli artisti a chiedere di partecipare, infine ci sono eventi che lasciano spazio anche agli ultimi venuti che possono essere ragazzini alle prime armi come artisti liberatisi last minute. È chiaro che come in tanti altri ambiti conoscere chi organizza aiuta molto ad ingranare nel circuito”.

    Gattuso è stato realizzato nell’ambito di una iniziativa del Comune di Milano per celebrare la finale di Champions a San Siro, ma non è la vostra prima esperienza…dove è possibile ammirare i vostri lavori?

    “Sì, il ritratto di Rino Gattuso si trova su uno dei tanti spazi che son stati dipinti durante l’evento organizzato da Stradedarts, che ringraziamo, per cui abbiamo già dipinto nel 2015 sui muri dell’ippodromo a San Siro. Sicuramente non è una la prima volta, in fondo tutti abbiamo una decina d’anni di esperienza alle spalle ma si sa ‘nemo propheta in patria’. Qualcuno dirà di averci visto al parco della scuola agraria…”

    Essere di Catanzaro è un limite?

    “Essere di Catanzaro non è un limite solo se a Catanzaro non ci si rimane. Sperare che la sola città sostenga un artista solo in quanto concittadino è una mera illusione. Bisogna farsi vedere in giro, su internet e agli eventi nazionali per non restare legato alle logiche di paese. Ai catanzaresi piacciono tanto i capitani di ventura”.

    Quanto è difficile, invece, lavorare a Catanzaro e perché?

    “Lavorare a Catanzaro crea degli ostacoli ma non è impossibile lavorarci. Dico per dire, un artista avrebbe bisogno di uno spazio adeguato per dipingere ma gli affitti costano e se non si vendono opere al giusto prezzo (per l’artista) non si pagano le bollette. Ad una certa età non ci si può sentir dire ” se ti pago i materiali, mi fai un disegno?”.

    Clara Varano