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    Ace Pellaro ambulatorio

    L’Ace di Pellaro torna operativo: il giudice per ora sospende provvedimento

    di Domenico Grillone – Il giudice accoglie la richiesta di sospensiva dell’Ace – Associazione calabrese di epatologia – e da lunedì prossimo ed in attesa del 4 giugno, giorno in cui l’intera questione verrà dibattuta in aula tra le parti, l’ambulatorio di medicina solidale di Pellaro potrà nuovamente offrire ai suoi pazienti tutti i servizi medico-sanitari che offriva, in maniera totalmente gratuita, prima del provvedimento della Regione, considerato da molti una vera e propria beffa. Stamattina, infatti, il giudice Nadia Crucitti del Tribunale Civile ha accolto la richiesta dell’Ace, assistita dal professore Francesco Manganaro e dagli avvocati Nino Mafrici e Giorgio Vizzari, di poter continuare ad operare in attesa dell’udienza peraltro già fissata. Finalmente, quindi, si potranno utilizzare tutti gli ecografi, relegati fino al momento in uno sgabuzzino della struttura, perché il provvedimento del dipartimento regionale della Sanità nel febbraio scorso ne aveva vietato l’utilizzo. Una situazione da più parti considerata davvero paradossale perché se da una parte, dopo aver sospeso le attività della struttura per alcune settimane, la Regione autorizza nuovamente il funzionamento dell’ambulatorio, dall’altra di fatto lo svuota di tutta, o quasi, la sua operatività negando l’uso degli ecografi,“attività diagnostiche complesse per le quali risulta necessaria l’acquisizione della previa autorizzazione sanitaria all’esercizio ai sensi dell’art. 8 ter del DLgs n. 502/1992 ecc.). Per gli avvocati dell’Ace, ma anche secondo le norme e regole vigenti, l’utilizzo dell’ecocardiografo non viene subordinato al rilascio di una autorizzazione sanitaria regionale e neanche al conseguimento di un titolo specifico di perfezionamento. In ogni caso si tratta di un bel segnale di speranza per un’attività, lo ricordiamo, che viene svolta in totale gratuità da medici-ricercatori, capaci non solo di essere coprotagonisti di importantissimi studi a livello mondiale (vedi quello sull’obesità), pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, ma anche di mettere su un’assistenza sanitaria basata sulla solidarietà e quindi non sul profitto, nei riguardi delle classi sociali più deboli, quelle in difficoltà e che non possono neanche permettersi di pagare il ticket. I numeri, oltre 24mila accessi in undici mesi nel 2015, per un risparmio per le classi sociali più deboli di almeno un milione e 600mila euro, dicono tante cose. All’Ace bocche rigorosamente cucite. Loro hanno già deciso di ricominciare subito, continuano ad avere la certezza di operare in maniera legittima e si batteranno per questo in tutte le sedi competenti.