di Grazia Candido – Il Centro destra rimette in moto i suoi motori e in un gremito Auditorium “Calipari” riparte in prima per ricompattare quello schieramento politico che ha segnato il panorama locale e nazionale nel rispetto del dialogo civile e costruttivo. L’intenzione di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione Nazionale, Fiamma Tricolore, Noi con Salvini, Idea Calabria, è una sola: “coesione per liberare il territorio dalla sterile politica di una sinistra autoreferenziale e prevaricatrice”. Alla chiamata della “nuova” forza politica hanno risposto tanti militanti, cittadini, consiglieri comunali, regionali, sindaci ed ex amministratori delle Giunte precedenti protagonisti dell’incontro denominato “Il Centro Destra reggino insieme per il territorio contro l’arroganza della sinistra che governa”. Il primo a salire a bordo su una macchina che ha un motore con vecchi e nuovi cavalli, è il giovane consigliere regionale Francesco Cannizzaro che, vedendo la sala piena, restituisce la frecciatina agli esponenti del Pd: “Avevano manifestato la loro perplessità sull’iniziativa e ci volevano aiutare a riempire la sala. Fatevi sentire – urla il capogruppo Cdl in Consiglio – salutate gli abusivi di Palazzo Campanella e San Giorgio, fategli sentire quanti siete. E’ un centro destra rinnovato, unito più di prima, forte, che può amministrare la città e la Regione. Ognuno di noi è portatore di una propria identità ma siamo legati da una grande ideologia che ha fatto della nostra Reggio, Città metropolitana. Oggi, chi sta amministrando, eredita un lavoro passato ma, invece di portarlo avanti, lo ha arrestato. Quella classe dirigente targata Pd e amministrata da Giuseppe Falcomatà e da Mario Oliverio è la stessa classe dirigente che, alle tante domande, risponde da 2 anni con 4 parole: è colpa del passato”. Cannizzaro non ci sta e sciorina “le pseudo colpe degli amministratori precedenti grazie ai quali oggi, si è inaugurato il Castello Aragonese, il Museo archeologico, sono partiti i lavori di piazza Duomo, piazza Garibaldi, piazzale della Libertà intitolata a Mino Reitano, la battaglia per la città metropolitana. Renzi non vuole bene alla Calabria e sa che non è più gradito all’Italia ma, soprattutto, che gli ospiti graditi entrano dalla porta principale col tappeto rosso e non da una porta secondaria. Per non parlare di Oliverio che parla di sinergie e collaborazioni. Ci sta prendendo in giro: millanta posti a Gioia Tauro inesistenti, abbiamo una Regione paralizzata, i dipartimenti allo sbando senza guida, assessori fantasmi. Una Giunta fantasma cha ha perso 40 milioni per le politiche sociali. E ve la dico io la verità sullo scandalo di Platì con la miss Leonardi – tuona Cannizzaro – I cittadini hanno detto meglio un commissario che un esponente democratico. Le forze della destra si uniscono quindi, per un grande progetto che sia un’alternativa ad una sinistra muta, zoppa, incapace. In questo nuovo percorso non ci sarà un leader, il vero leader sarà il popolo”.
Per Nuccio Recupero, rappresentante di “Noi con Salvini” è importante “unire e non dividere iniziando a progettare per dare un futuro a tutti. Ogni giorno, assistiamo a ciò che non è normale con proposte oscene di un premier che non è stato nemmeno eletto dal popolo. La politica ha grandi responsabilità e pur mantenendo ognuno di noi la nostra identità, vogliamo ripartire per dare a Reggio e alla Regione una nuova linfa”.
Sulla stessa lunghezza d’onda è l’avvocato Carlo Castellani della Fiamma Tricolore che rimarca “la voglia di fare un gruppo ben coeso. Reggio Calabria era in movimento, poi ci hanno promesso la svolta ma ancora non l’abbiamo vista. Abbiamo una città abbandonata e tante promesse non mantenute unite al nulla gestionale e mentale di chi ci sta malamente amministrando”.
Poi è il turno del presidente della Provincia Giuseppe Raffa, numero uno di “Idea Calabria” che fa un accenno sull’avviso di garanzia ricevuto nell’ambito dell’indagine “Fata Morgana” della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e per rispetto alla sua famiglia e al suo piccolo Diego (presente in sala con la mamma) dice: “Ho una straordinaria fiducia nella Magistratura e in tante occasioni ho detto che chi amministra ha il dovere di assumersi le responsabilità. Se ho sbagliato, pago ma ritengo di non aver sbagliato. Un centro destra per essere unito deve fare forza delle sue diversità e ognuno di noi deve dare il suo contributo, essere un valore aggiunto senza andare contro nessuno. La città metropolitana è stata una conquista giuridica da ascrivere al Centro destra ed è espressione della volontà popolare. Se non abbiamo la forza di alzare la testa, siamo un anello debole di questo Governo. Quando si rappresenta la cosa pubblica – continua Raffa – si devono creare momenti di sinergia: ci abbiamo provato ma questa amministrazione comunale non è all’altezza di governare, non ci sono margini di dialettica. La lealtà è il motivo per il quale noi stiamo insieme”. Poi un affondo sul prossimo referendum costituzionale dove “il cittadino deve essere al centro dello Stato per riavviare nuova democrazia e sviluppo”, e sulle unioni civili “un tema difficile sul quale Renzi dice di aver giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo ma è una vergogna – continua Raffa – Si proclama un cattolico ma non lo è. E’ un qualunquista che si adatta alle esigenze del momento. Il Vangelo si vive quotidianamente, è uno stile di vita. Quindi, stiamo insieme ma diamoci degli obiettivi”.
Per il consigliere comunale Massimo Ripepi di “Fratelli d’Italia” bisogna “partire da un elemento, la verità, non possiamo essere ipocriti. Un percorso di ricostruzione per essere coalizzati. Ognuno deve avere la sua identità ma mettiamo i valori al primo posto. Valori che sono stati calpestati in una società dominata dal Dio denaro. La legge sulle unioni civili – continua Ripepi – è una legge che camuffa la distruzione della famiglia, viene dallo spirito anti-cristiano. Io mi vergogno di chi si vergogna di parlare del cristianesimo. E questa legge distruggerà definitivamente la società. Renzi si dovrebbe vergognare perché da cristiano dovrebbe cristianizzare gli ordinamenti e non offendere Gesù Cristo. La città metropolitana si deve costruire con i cittadini e con amministratori coscienti ma noi, purtroppo, abbiamo un sindaco e una giunta incapace. Anche noi abbiamo fatto degli errori, non siamo stati perfetti ma come si fa a non sbagliare quando un amministratore gestisce una grande macchina amministrativa? Però abbiamo fatto la più grande conquista per Reggio: la città metropolitana, frutto di una classe dirigente competente. Noi sappiamo chi ha messo la bomba a Reggio che l’ha devastata sol perché si voleva distruggere un uomo. Ma ancora non hanno capito che il nostro territorio non ha bisogno di padroni ma di servitori”.
E se Ripepi non ha voluto fare quel nome “scomodo” per qualcuno, il rappresentante di Azione Nazionale Franco Germanò lo ripete per tre volte perché “è giusto dare il merito a Giuseppe Scopelliti se Reggio oggi è città metropolitana. E’ importante per il centro destra che parta un percorso attraverso il quale si rigeneri. Se il centro sinistra vince e poi manifesta la sua incapacità a governare la Regione e la città è evidente che vince non per meriti propri ma per demeriti nostri. E se vogliamo essere credibili, dobbiamo fare tesoro degli errori del passato. Tutto parte nell’estate del 2010, quando iniziò un processo per annientare una classe politica che aveva conquistato la Regione con un reggino e per colpire lui, fu distrutta una città. Il Centro destra deve capire se ci sono responsabilità e responsabili in quella fase storica, se ci sono connivenze. Riconquistiamo la gente – continua Germanò che bacchetta i consiglieri comunali presenti invitandoli ad “una seria opposizione facendo rispondere Falcomatà in aula”. Ma l’agguerrito ex assessore ai lavori Pubblici ne ha una anche per i sindaci dei vari Comuni “rei” di aver scritto due lettere al primo cittadino Falcomatà, una di denuncia e l’altra di plauso per la firma del Patto del Sud. “Alcuni di questi sindaci, stasera sono qui e noi dobbiamo capire quale sia la verità perché la gente ci rimprovera gli inciuci – si infervora Germanò – E se questa non vuole essere una parata dobbiamo ripartire dai valori, dai principi, dalla lealtà, ritornare ad essere credibili, riconquistare fiducia. Chi sta dentro i palazzi a volte dimentica che deve fare gli interessi collettivi e non quelli personali. Reggio ha perso oltre 200 mln di euro e l’unico responsabile è il sindaco. Ezra Pound diceva “credo nelle idee che diventano azione”. Solo questo ci consentirà di guardarci negli occhi e guardare la nostra gente”. Ma la strigliata di Germanò ai consiglieri comunali non va bene al capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Alessandro Nicolò secondo il quale “opposizione si fa sia al Comune che alla Regione. Purtroppo, questo Governo è assente. Dobbiamo recuperare quella coesione che avevamo alla Regione quando con il presidente Scopelliti abbiamo fatto un percorso importante con risultati virtuosi. Alcune nostre scelte sono risultate impopolari ma necessarie e i risultati sono stati riconosciuti dal Tavolo Massicci. Ora, però, non possiamo più sopportare la politica dello scarica barile, sono due anni che governano. Basta”.
In conclusione il senatore Antonio Caridi rimarca “la forza del centro destra che ha mantenuto la sua credibilità e fiducia. Oggi, non è facile fare il sindaco per la difficoltà a relazionarsi con il Governo nazionale, regionale e sopportare i tagli con i quali i territori devono fare i conti. Poi, se si ha un sindaco che non risponde e un presidente della Regione che imbroglia i suoi elettori con false promesse, l’impresa è titanica. A Reggio e alla Calabria servono soldi e idee”.





