di Marina Malara -Li definisce trafficanti di esseri umani il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, nel descrivere l’operazione che la Polizia di Stato reggina ha messo a segno arrestando tre cittadini extracomunitari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di minori stranieri non accompagnati. Tutto si è svolto nella centralissima Piazza Garibaldi a Reggio. L’ egiziano ISSA AmmarAdly Abou ElYazidTeleb, 31 anni, residente a Milano e indagato per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, l’eritreo HABTEMARIAM Tomas, 32 anni, residente a Crotone ed il tunisino AYADI MAHJOULI Ramzi Ben Habib, 45 anni, residente a Messina, con precedenti specifici in materia di sottrazione consensuale di minorenni, omicidio doloso ed evasione, sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di aver organizzato il trasporto di 9 minori eritrei non accompagnati, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, allontanatisi arbitrariamente dal centro di primo soccorso di Archi a Reggio Calabria utilizzato in occasione degli sbarchi. Gli arrestati, assieme ai minori, sono stati fermati in piazza Garibaldi dai poliziotti in servizio di controllo del territorio, mentre erano in procinto di salive a bordo di un autobus di linea con lo scopo di lasciare la città. Dopo l’identificazione è risultato immediatamente evidente che tra i 9 minorenni ed i 3 arrestati non vi era alcun rapporto di conoscenza o parentela, mentre i tre adulti, perquisiti, avevano addosso cospicue somme di denaro in contanti di cui non sapevano indicare la provenienza e utilizzato, in parte, per il pagamento dei biglietti di viaggio peri 9 ragazzi. Gli inquirenti sospettano, e stanno indagando ulteriormente in questo senso, che vi sia una vera e propria organizzazione criminale e professionale che si occupa proprio della tratta di minori. Molto sospetta e significativa è infatti la contestuale presenza in città dei 3 arrestati residenti in diverse province italiane. I trafficanti attingono ad un “bacino di utenza” appetibile per la sua vulnerabilità, per la condizione di inferiorità fisio-psichica dei giovani che vengono allettati con vane promesse e false prospettive di una vita migliore altrove. I sbarchi presso il Porto di Reggio Calabria hanno inoltre reso il territorio appetibile per questi criminali. L’attività della Polizia di Stato è intensa proprio in merito al contrasto del fenomeno di sottrazione di minori stranieri non accompagnati. “Per questo, ha spiegato il vicequestore aggiunto Luciano Rindone, abbiamo rimodulato il servizio di controllo del territorio concentrandoci soprattutto su Piazza Garibaldi, dove da un anno e mezzo a questa parte, si verificano episodi simili”. Il questore Grassi parla di strutture di facilitatori che agevolano l’emigrazione e poi collocano i minori dove vi è richiesta. Esclusa la matrice terroristica su cui comunque vi è sempre la massima attenzione, il Questore ha spiegato che probabilmente si tratta di un’organizzazione transnazionale che parte dai paesi di origine dei minori emigrati e trova appoggi nelle località do sbarco. Certoè che i ragazzi devono pagare oltre i 3 mila euro che servono solo per il viaggio della speranza. Per essere ricollocati in altre località servono altri soldi. I minori lasciano i centri di primo soccorso perché, di fatto, nessuno può impedirglielo, visto che quelli non sono certamente delle carceri. La polizia li controlla solo per tutelarli nel migliore dei modi e per evitare che finiscano nelle mani sbagliate. “Svolgiamo tante attività per assicurare la tutela dei migranti, sottolinea Grassi, non dimentichiamo tutte le operazioni contro il lavoro nero e il caporalato che stiamo svolgendo nella Piana di Gioia Tauro e nella Locride”.





