di Marina Malara – 133 milioni di euro suddivisi per sei settori di intervento identificati in infrastrutture , ambiente, sviluppo economico, scuola e università , turismo cultura, sicurezza e legalità. 79 comuni coinvolti sul totale di 97 facenti parte dell’area della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Tempi di realizzazione delle opere necessariamente veloci a causa delle scadenze per la consegna fissate in dicembre 2017 per la prima tranche e in dicembre 2020 per la seconda. Tutto questo è previsto nel Patto per lo sviluppo della Citta’ Metropolitana di Reggio Calabria, firmato sabato mattina dal premier Matteo Renzi e dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà durante la cerimonia di apertura del Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Falcomatà non ha perso tempo a convocare la stampa per entrare nello specifico dei contenuti e dei numeri contenuti nel Patto, alla presenza anche di un gran numero di sindaci del territorio metropolitano nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio. Assieme al primo cittadino anche il consigliere delegato alla Città Metropolitana, Riccardo Mauro, e Manuel Pilella, dirigente del settore pianificazione urbana. “La nostra città finalmente protagonista tra le capitali del Mediterraneo, sfida collettiva e segno di nuova credibilità acquisita a livello nazionale da Reggio, la prima a firmare i patti tra le città metropolitane” recitavano le slide proiettate durante l’incontro di presentazione. Decine sono stati gli incontri preparatori e di interlocuzione con i sindaci del territorio prima di firmare il Patto. Falcomatà respinge al mittente le polemiche sulla esclusione di alcuni comuni: “Non è vero che alcuni comuni sono stati esclusi, e tanto meno quelli commissariati” ha detto il sindaco. “Ci siamo incontrati più volte, fino a quando, stringendo i tempi, abbiamo dovuto fare la quadra e inviare i progetti a Roma. E’ normale che i comuni che non hanno presentato alcun progetto o proposta, o lo abbiano fatto fuori tempo massimo, non facciano parte del Patto”. Falcomatà annuncia anche la pubblicazione di un libricino esplicativo che verrà consegnato a tutti i 97 sindaci dell’area e poi ricorda i tempi stretti di tutto il percorso: “Quando renzi mi telefonò per annunciarmi l’idea dei Patti per il Sud era un sabato di settembre. Da quel momento abbiamo lavorato sodo. Dovevamo firmarli entro fine 2015 ma i ritardi ci hanno portato a firmarli adesso anche se ma noi eravamo pronti già da qualche settimana”. Il primo cittadino di Reggio non nasconde l’orgoglio per essere stati la prima città metropolitana d’Italia a firmare il patto: “E’ un messaggio dal valore simbolico importante perché per la prima volta si parte da qui, dalla punta dello stivale, noi per la prima volta siamo l’esempio”. La prima necessità che il sindaco reggino sottopose al sottosegretario De Vincenti a Roma, in occasione del primo incontro sui patti, fu quella di fa diventare una sul mare una vera e propria città di mare, con tutti gli annessi e connessi. “La vera industria su cui dobbiamo puntare è quella della bellezza, della cultura, del mare, dell’ambiente, dell’agricoltura, ha aggiunto Falcomatà, ma le nostre peculiarità devono essere messe a sistema. Ieri una nave da crociera relativamente piccola ha attraccato al porto e la città è stata invasa da 900 turisti per 12 ore circa. Noi dobbiamo dare occasione ai turisti di potersi fermare un giorno in più e poter visitare anche il territorio circostante. Per questo motivo non potevamo chiuderci dentro le mura di Palazzo San Giorgio e dovevamo coinvolgere tutti i comuni affinchè presentassero un progetto di respiro metropolitano per il loro specifico territorio”.





