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    Dipartimento di Agraria – Giornata studio sulle risorse forestali

    di Grazia Candido – La Calabria si colloca ai primi posti tra le Regioni italiane per la sua consistenza boschiva, per la sua produzione legnosa annua e per le altre risorse forestali mentre il suo coefficiente di boscosità risulta sensibilmente superiore a quello nazionale medio. Del vasto patrimonio forestale e dell’imponente copertura forestale regionale che ha garantito nel tempo una marcata mitigazione dei rischi idrogeologici in un contesto ambientale molto vulnerabile, qual è quello calabrese, si sono confrontate le massime espressioni scientifiche in materia di risorse forestali nell’ambito dell’evento nazionale “Le risorse forestali in ambiente mediterraneo”. La giornata studio, organizzata dal Dipartimento Agraria e moderata dalla giornalista Paola Militano, nell’aula seminari del Dipartimento di Agraria Università “Mediterranea”, questa mattina, ha visto la partecipazione di docenti, studiosi ed esperti in materia, che hanno ribadito “la vocazione forestale della Calabria che però, presenta ancora evidenti margini di sviluppo, considerate le elevate potenzialità offerte dai soprassuoli boschivi, le cui produzioni legnose necessitano di essere valorizzate ulteriormente attraverso una gestione sostenibile, oculata, multifunzionale”.
    “La Calabria ha oltre 600 mila ettari di foreste, risorse del Bacino Mediterraneo che vanno assolutamente sviluppate in toto e non vanno viste come un problema – afferma il direttore Dipartimento di Agraria Giuseppe Zimbalatti – Il nostro obiettivo come Università è di coinvolgere le istituzioni, gli Enti, i nostri studenti intorno a progetti di crescita culturale, socio-economica perché valorizzare questo immenso patrimonio può costituire la chiave di Volta per l’economia della nostra Regione”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda il pro-rettore vicario Carlo Morabito che mette in risalto “il rilancio del settore forestale salvaguardando il territorio visto che le foreste se mantenute, curate, protette sono fondamentali per la risoluzione dei problemi idrogeologici della nostra Regione. La Calabria è la terra dell’individualismo: è mancato uno stretto contatto non solo tra le Province ma anche tra le istituzioni e, questo, si rispecchia nella programmazione regionale. Credo che una concertazione reale dell’utilizzo delle risorse può essere fatta molto meglio andando ad individuare le specifiche competenze di ciascuna istituzione ed integrandole a beneficio del territorio”.
    Consapevoli della necessità di sostenere il settore forestale, l’importanza della ricerca e la formazione di specifiche e qualificate figure professionali, tutti i relatori in particolar modo, il professore Marchetti del Dipartimento di Bioscienze e territorio, Pesche (Is) che si è soffermato sulle “Sfide per le risorse forestali mediterranee” e il direttore dipartimento Tesaf Università degli studi di Padova, Cavalli che ha affrontato le “Potenzialità dell’innovazione tecnologica nella meccanizzazione delle utilizzazioni forestali in aree declivi”.
    “Mettiamo al centro dell’attenzione, soprattutto dei giovani, il ruolo del bosco, delle foreste partendo dal presupposto che la nostra Regione si pone ai vertici delle classifiche nazionali e non solo, per superficie forestale coperta- postilla il presidente Ente Parco Nazionale d’Aspromonte e Coordinatore Federparchi Calabria Giuseppe Bombino – Una Regione la cui geografia è espressione potente di un contesto boschivo e forestale che, fino ad ora, è stato poco valorizzato e mai messo al centro delle politiche governative regionali. Per noi la montagna ha assunto un ruolo quasi pragmatico: non un luogo di opportunità e valorizzazione ma luogo di problemi. Difatti, occorreva attendere 40 anni di regionalismo, perché nascesse la prima legge forestale per la Regione Calabria e questo è avvenuto nel corso della precedente legislatura quando era direttore generale del Dipartimento Agricoltura e Foreste proprio il professore Zimbalatti oggi continuatore di un’opera. La legge forestale guarda alla montagna come luogo eletto, sito di opportunità a differenza delle leggi antecedenti che guardavano la montagna come luogo da cui fuggire, luogo di dissesti. Non siamo riusciti ad integrare mai mare e montagna ma ora è arrivato il momento di mettere al centro la Calabria che può rappresentare la piattaforma verde nel contesto europeo aprendo così una fetta di mercato inesplorata”.
    Il direttore generale dell’Ateneo Santo Marcello Zimbone nel rimarcare “la mancanza di investimenti della nostra Regione”, mette in evidenza il ruolo dell’università che “non ha mai abbandonato l’idea di concorrere allo sviluppo di questo settore che, rispetto agli altri, è un po’ dormiente. Manca una rete ancora più forte in particolare con le imprese che hanno bisogno della nostra vicinanza continua e su questo l’università non si è mai tirata indietro. La nostra offerta formativa è unica nella Regione e questo è un segnale di attenzione che l’Università dà. Nutro la speranza – conclude il direttore generale – che le gestioni e attività future siano in grado di valorizzare e concretizzare meglio le variegate potenzialità e peculiarità di questa realtà”.
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