Parlare con lo strumento della cultura. E oggi a Reggio Calabria proprio lei torna prepotentemente e ancora, protagonista con l’inaugurazione del del “Palazzo della cultura” intitolato a Pasquino Crupi. Un olimpo dell’arte a disposizione della collettività che racchiude preziosi imparegiabili. De Chirico, Dalì, Modigliani, sono alcuni dei grandi pittori esposti proprio in occasione dell’inaugurazione che i reggini, ma tutti i calabresi e non solo, potranno ammirare in questo regno culturale fatto anche di artisti locali, ma che soprattutto sarà ricordato grazie ai quadri di enorme valore confiscati alla criminalità organizzata. “Oggi – ha detto l’assessore provinciale di Reggio Calabria, Edoardo Lamberti Castronuovo – qui c’è lo Stato. Un museo con una collezione dal valore immenso”.
Una conquista che Lamberti-Castronuovo aveva già annunciato. Tre piani dall’inestimabile patrimonio artistico che a Reggio Calabria acquistano oltre al valore economico, soprattutto quello etico: “Li abbiamo messi a disposizione della gente, questa è antimafia!”. Sottolinea Lamberti-Castronuovo
La città e la provincia di Reggio Calabria, dunque, si riappropriano di un patrimonio della collettività. Nello specifico si parla della collezione di quadri confiscata definitivamente a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker” che investiva i proventi delle slot machine in dipinti preziosi, esposti oggi dopo il lavoro dei ragazzi del liceo artistico “Mattia Preti” .
Si tratta, in particolare, di 124 dipinti che arricchiscono il palazzo trasformato in museo ed aperto al pubblico nell’ambito dell’edizione 2016 degli “Stati generali della cultura”.
Oltre alla collezione confiscata a Campolo c’è anche la “San Paolo”, composta da preziose icone; un “San Giorgio con il volto sfregiato”, originariamente attribuito ad Antonello da Messina; un bozzetto di Raffaello e una “Madonna con bambino” di Cima da Conegliano.











