“E mentre gli infermieri si spezzano la schiena e si spaccano la mente per far funzionare i reparti che versano nella disperata carenza di personale infermieristico – si legge in una nota degli ‘Infermieri combattenti’ – i nostri Dirigenti e Commissari Straordinari delle varie Aziende Sanitarie calabresi non hanno ancora provveduto a presentare alla Struttura Commissariale gli atti aziendali con le relative piante organiche da dove si evince il fabbisogno di personale. Il termine ultimo sarebbe dovuto essere il 29 febbraio scorso, ma siamo giunti a fine aprile e nulla di fatto è apparso sul tavolo del Commissario ad acta. Un ritardo che avrà ripercussioni sulle assunzioni per l’adeguamento alle direttive della Legge 30 ottobre 2014, n. 161, che con l’art. 14 riallinea anche per i medici e il personale sanitario la nostra giurisprudenza agli altri paesi della CE in materia di orario di lavoro e durata dei riposi. In particolare, la legge prevede come minimo 11 ore consecutive di riposo giornaliero, massimo 48 ore di lavoro settimanale, compreso lo straordinario, 24 ore di riposo settimanale e almeno 4 settimane di riposo annuale. Un ritardo che ovviamente appare del tutto calcolato. Sfruttando la possibilità dell’utilizzo dei contratti flessibili, contemplati nella circolare sulla legge di stabilità 2016, le Aziende sopperiranno alla mancanza di personale fino a dicembre 2016 mese in cui la graduatoria idonei 2009 del Pugliese /Ciaccio scadrà e si potrà dare il via al nuovo concorso regionale. Ci chiediamo quale sia la motivazione di questo dirottamento. Esiste una graduatoria di personale pronto ad essere assunto in pianta stabile ma si fa in modo che si utilizzino contratti a tempo determinato dando luogo ad altro precariato e a costi ben più elevati. La risposta potrebbe essere una manovra politica atta ad accaparrarsi voti per le imminenti elezioni amministrative con la promessa del nuovo concorsone? Vien da dire che volendo sopperire alla carenza di personale c’è posto per tutti. Qualcuno deve pur mettere fine alla morsa che attanaglia la sanità pubblica calabrese. I nostri ospedali sono ormai quotidianamente sulle prime pagine delle testate giornalistiche non certo per la qualità di servizio. Oltre al danno anche la beffa dunque per gli operatori sanitari che si trovano a lavorare in condizioni precarie e per l’utenza che risente della stanchezza del personale ormai sfiancato. Col senno del poi ci chiediamo anche a cosa sia servito il DCA n° 24 del 24 febbraio 2016 che ha come oggetto il recepimento dell’accordo OOSS Comparto Sanità del 3 febbraio e con il quale si stabilisce che le Aziende del SSR attingono, in sede di copertura di posti vacanti di CPS – Infermiere, alla graduatoria concorsuale, approvata dall’A.O. di Catanzaro, con Determinazione n. 485/2009, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria Parte III n° 26 del 26/06/2009, fino al suo completo esaurimento e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2016. Sarebbe ora di farla finita con questo continuo palleggio di responsabilità e di restiturire agli ospedali calabresi dignità. I combattenti collocati nella graduatoria idonei 2009 dicono basta e lo andranno ad urlare fin sotto la sede del Ministero della Sanità”.





