“Lo spaccato che emerge è certamente grave, perché Reggio Calabria è già una città sottoposta a profonda sofferenza da parte della ‘ndrangheta che occupa il territorio e si muove come sovrana. E anche coloro che dovrebbero muoversi per la salute delle persone, e che per lo più lo fanno, a volte intervengono con un vero e proprio sistema per coprire comportamenti gravi, proprio loro che dovrebbero avere, più degli altri un’ etica radicata. Quando i valori cominciano a scomparire è veramente grave. E, in questo caso, è più grave l’applicazione di un sistema criminale come quello della manipolazione delle cartelle cliniche, che l’errore medico in sè”.
Il Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero De Raho, usa parole dure che vogliono risvegliare le coscienze: “Quello che è emerso è socialmente allarmante. Sono prassi degenerative. Comportamenti in cui si ritiene di poter proseguire perché il settore nel quale si agisce è ritenuto intoccabile. Quello degli intoccabili, tuona De Raho, è un ragionamento che va messo da parte. Un pò alla volta stiamo intervenendo in tutti i settori, perchè nessuno pensi di essere intoccabile. Stavolta è toccato alla sanità, ma io credo che su questo sicuramente non ci fermeremo”. Il Sostituto procuratore Gaetano Paci, ancora una volta, evidenzia il ruolo fondamentale delle intercettazioni nel portare a termine operazioni così importanti. “Senza intercettazioni telefoniche non saremmo qui a parlare, dice Paci, senza quelle dei fatti di questo procedimento non avremmo saputo completamente nulla. Vi era, infatti, una frammentazione di vicende maturate dentro lo stesso contesto professionale, lavorativo, umano e relazionale per la quale senza intercettazioni non si sarebbe fatto nulla”. Per Paci si tratta di terribili vicende soprattutto nel momento in cui si parla della vita delle persone. Non solo errori medici e malasanità ma una sistematica opera di occultamento dei fatti che avvenivamo in sala operatoria o in corsia. Falsificazione e manipolazione continua di cartelle cliniche. Ma non basta, perché Paci evidenzia anche l’aspetto intimidatorio della vicenda. “Le persone che si ritrovavano a perdere un figlio o a vederlo rimanere invalido per il resto della sua vita e manifestavano il proposito di denunziare alla magistratura, venivano indotti a non farlo anche con atteggiamenti intimidatori. Persone che spesso venivano dal territorio provinciale si ritrovavano non solo senza tutela, ma a dover subire intimidazioni. Ai Riuniti non esiste un presidio permanente di polizia H24, l’ufficio esistente chiude alle 14.00”. Il sostituto Gaetano Paci si sofferma poi sui locali in cui venivano custodite le cartelle cliniche: “In totale abbandono e fatiscenza senza un ordine sistematico. Quando si trovavano, i documenti erano privi di indicazione.Crediamo che questi fatti siano soltanto una parte di quelli successi in realtà. Chiediamo ai cittadini che hanno subìto e non hanno denunciato, di farlo. Oggi siamo in grado di fare una ricostruzione”.
Marina Malara






