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    Protezione civile Calabria, Tansi: “Avevamo squadra solo di terzini, inadeguata e senza tecnici”

    di Clara Varano – Il suo intento è quello di rivoluzionare la Protezione Civile calabrese, di renderla al passo con quella delle altre regioni. Ci riuscirà? Lui, Carlo Tansi, da meno di sei mesi alla guida dell’ente ne è convinto ed in realtà una bella sforbiciata all’inutile ed al “dannoso” ha iniziato già a darla. La sua decisione più discussa, infatti, riguarda la riorganizzazione del sistema di personale che definisce “inadeguato”.
    La Calabria secondo Tansi gestirebbe, o meglio, ha gestito fino a poco tempo fa, le emergenze con una squadra, quella formata dal personale della Protezione Civile, fatta solo da terzini. Mancherebbe tutto o in gran parte l’apparato di tecnici.

    Sì perché se su 178 dipendenti, 91 venivano utilizzati per rispondere al centralino nella sala operativa, 30 sono autisti nemmeno in grado di guidare mezzi per il movimento terra (fondamentali nelle criticità alluvionali), una miriade sono gli amministrativi e solo meno 10 sono “all’altezza del proprio ruolo” perché personale tecnico, un po’ di domande bisogna iniziare a porsele.

    “Semplicemente – ha detto il geologo, a margine di un convegno organizzato a Catanzaro dal Rotary Club – sto cercando di contrastare questa gestione allegra dei fondi pubblici e contestualmente ho messo mano in un sistema di personale inadeguato alla protezione civile. Tenete conto che in Lombardia in sala operativa a rispondere al centralino ci sono solo 10 persone. E non è che lì ci siano meno criticità di quante non ce ne siano qui. Per farla breve abbiamo una squadra fatta solo di terzini. Determinati gruppi di potere hanno goduto di tanti privilegi ed ora cercano di tutelare quel sistema e quindi mi trovo contro certa politica e alcuni sindacati che mi fanno la guerra”.

    Tansi torna anche sulla polemica del giorno e l’associazione di volontariato “Malgrado Tutto” apparsa in un video non proprio idilliaco in una trasmissione televisiva e ribadisce: “Altra grande piaga per la nostra realtà sono le associazioni di volontariato che sono solo iscritte all’Albo regionale della Protezione civile, ma non possono rappresentarla in alcun modo. Per questo motivo, con le prefetture, avvieremo un protocollo di legalità da inserire nel nuovo regolamento delle associazioni di volontariato che prevederà tra l’altro l’obbligatorietà, per tutti i componenti delle associazioni con funzioni direttive, della verifica dei “carichi pendenti” e della certificazione antimafia”.

    E poi un po’ di orgoglio calabrese. La Calabria è stata, infatti, la prima regione di Italia a presentare il Piano di prevenzione sismica in caso di emergenza che prevede chi fa cosa, come e quando. “Ora – ha concluso – cercheremo di fare la stessa cosa per il rischio idrogeologico tenendo conto che poco più del 50% dei Comuni hanno il piano di emergenza. Obbligheremo i sindaci a dotarsi di un piano pena la mancanza approvazione di quelli che erano i vecchi piani regolatori”.