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    Panettieri (CS) – Prosegue la campagna di monitoraggio Radon dell’Arpacal

    Prosegue senza sosta la campagna di monitoraggio del gas radon nelle cinque province calabresi a cura dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal); ieri mattina è stata la volta di Panettieri, ridente comune montano in provincia di Cosenza noto per la rappresentazione del presepe vivente nonché per il museo del brigante Giosafatte Talarico.
    Accompagnata dal Sindaco di Panettieri, Salvatore Parrotta, e dal geometra Mario Mancuso, l’ingegnere Giacomina Durante, tecnico del Laboratorio Fisico del Dipartimento provinciale Arpacal di Cosenza, ha installato gli esposimetri negli uffici comunali e negli edifici scolastici, nonché in private abitazioni di cittadini che hanno aderito all’iniziativa.
    La campagna – sviluppata anche nelle altre province calabresi con la collaborazione dei dipartimenti territoriali Arpacal – prevede il coinvolgimento di tutti i comuni interessati a monitorare la presenza del gas radon sul proprio territorio, attraverso il posizionamento di esposimetri in grado di misurare la presenza di questo gas inerte ma radioattivo, prodotto principalmente dal suolo e dai materiali da costruzione.
    E’ importante, infatti, conoscere il livello di concentrazione del radon in un dato ambiente chiuso, come potrebbe essere quello domestico o di locali pubblici, per individuare le migliori azioni di rimedio per limitare un’eccessiva concentrazione che potrebbe avere effetti dannosi sulla salute, trattandosi di un gas radioattivo, anche a lungo termine.
    A conclusione del monitoraggio, infatti, l’Arpacal rilascerà il certificato di radioattività ambientale, documento che nel prossimo futuro sarà obbligatorio nella compravendita delle case, come avviene già da decenni negli Stati Uniti.
    L’obiettivo del progetto, a conclusione della campagna regionale, coordinata dal dr. Salvatore Procopio del Laboratorio Fisico “E. Majorana” del Dipartimento di Catanzaro dell’Arpacal, sarà anche di realizzare una mappa georeferenziata che, partendo dai dati acquisiti nelle province, restituisca un quadro generale della presenza in Calabria di questo gas radioattivo.