Giornata fondamentale quella di oggi per l’aeroporto di Reggio Calabria. A Roma, nella sede dell’Enac, alle 14.00, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, incontrerà il presidente dell’Ente, Vito Riggio, per parlare della situazione delle società di gestione degli aeroporti di Reggio e Crotone. La Sogas si è già vista revocare la concessione, la società crotonese è sulla stessa strada. Vista l’importanza dell’incontro, da Reggio sono partiti per parteciparvi, anche il sindaco Giuseppe Falcomatà, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa e, in rappresentanza del Cda, il consigliere Domenico Berti.
Oggi la città di Reggio saprà quanto il presidente Oliverio vuole davvero impegnarsi per salvare l’aeroporto dello Stretto e quanta voglia ha di salvare comunque la Sogas e i suoi 104 dipendenti, la cui esistenza in vita è cosa ben diversa da quella dello scalo. E’ il giorno della verità. Alle parole devono seguire i fatti.
Il governatore ha più volte dichiarato l’intenzione di costruire un sistema sinergico del settore aeroportuale calabrese e solo pochi giorni fa ha detto: “Intendiamo difendere l’intero sistema aeroportuale calabrese. C’è Lamezia, come aeroporto internazionale, e poi ci sono i due aeroporti, Crotone e Reggio, che sono classificati come aeroporti nazionali. Noi vogliamo difenderli, perché la condizione geografica della Calabria è tale da non poter rinunziare ad una sola di queste infrastrutture”. Le parole di Oliverio non dovrebbero lasciare spazio a dubbi, al di là delle legittime scelte politiche. Devono continuare a vivere, a lavorare, a servire il territorio tutti e tre gli aeroporti calabresi. Nessuno escluso. Ne va della sopravvivenza del territorio e dei suoi abitanti. Partendo da questo assunto poi la politica faccia le sue scelte gestionali, ma faccia in fretta e soprattutto sia chiara: il tempo dei teatrini è finito da un pezzo.
Giusva Branca





