“La bellezza salverà il mondo” è una celeberrima frase che Fiodor Dostoevskij usò nel libro “L’idiota”. Da allora è stata ripresa e analizzata dai più grandi pensatori del mondo. Per Dostoevskij la contemplazione della bellezza era una terapia personale, perché senza di questa avrebbe disperato degli uomini e di se stesso, davanti ai tanti problemi che vedeva. Proprio per cogliere questo straordinario messaggio a Reggio Calabria con questa frase del grande scrittore russo è stata identificata un’iniziativa dal titolo “La bellezza salvera’ il mondo – Mosaici in carcere”, promosso dalla consigliera di Parita’ della Provincia di Reggio Calabria Daniela De Blasio, con il coordinamento dell’Avvocato Paola Carbone, che ha visto protagonisti i detenuti della Casa Circondariale di Reggio Calabria grazie alla stretta collaborazione con la direttrice della Casa Circondariale, Maria Carmela Longo. I detenuti sono stati coinvolti in un’iniziativa di importante rilevanza sociale, realizzando quadri mosaico, utilizzando materiali di scarto, riproducendo nei dettagli i mosaici originali di Kaulon e della Villa Romana di Casignana. Le opere realizzate, sono state presentate, nel salone di Palazzo Alvaro, sede della Provincia di Reggio Calabria, da Daniela De Blasio e Paola Carbone. Presenti all’incontro anche il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, l’assessore Provinciale alla Cultura ed alla Legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo, il Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Luciano Gerardis, l’assessore comunale al bilancio Armando Neri, il professore Daniele Castrizio dell’Università di Messina, il direttore del Museo Nazionale della Magna Grecia, Carmelo Malacrino, la Direttrice del Museo Archeologico di Locri e Kaulon Rossella Agostino, il funzionario della Soprintendenza Archeologica della Calabria Alfredo Ruga, la rappresentante dell’Associazione StudioArte Simona Lanzoni e il Direttore dell’Area Pedagogica Educativa della Casa Circondariale di Reggio Calabria, Emilio Campolo. “È lodevole, ha dichiarato Luciano Gerardis, il lavoro di recupero della funzione sociale dei detenuti. Credo molto nel rispetto dei loro diritti e nell’importanza della cultura per curare l’animo degli uomini”. Il lavoro e l’impegno sociale possono trasformare il detenuto in una vera e propria risorsa per il territorio dandogli l’occasione per iniziare una nuova vita, secondo Paola Carbone che, richiamando la frase di Dostoevskij, ricorda il contributo della bellezza per creare la speranza in una vita nuova. Con questo progetto si è puntato molto anche sull’educazione al riciclo, visto che sono stati utilizzati materiali riciclati. “Nnonostante siano persone che hanno sbagliato, non devono essere abbandonate, perché è a causa di questo senso di abbandono che si storna a sbagliare” ha detto la Consigliera De Blasio che questo progetto, l’ha voluto fortemente. “Questo tipo di attività – dichiara- è un modo per far riconciliare il detenuto con la società e non farlo sentire estraneo e scollato da essa, è stato proprio uno di loro a dichiarare che, questo lavoro, è stato come rimettere a posto il caos dentro di loro. Si deve provare a sfruttare le potenzialità di questi individui che hanno un debito con la società e che stanno scontando ma che hanno anche delle capacità che devono essere sfruttate e messe a servizio della società”.






