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    La sua casa messa a fuoco, Daniela Larosa: “Non è terra per gente onesta”

    “Nell’arco di un anno questa è l’ennesima intimidazione che subiamo io e la mia famiglia. Il portone del XIX secolo non esiste più”. Sono le prime parole di Daniela Larosa dopo l’ennesimo atto intimidatorio subito dalla sua famiglia che questa volta ha irrimediabilmente sfregiato casa sua. “Chi verrà a visitare il centro storico di Mammola – scrive su Fb – non vedrà più il bel portone di Palazzo Piccolo, colpito per la seconda volta, ma questa volta definitivamente. La prima volta io solo per un caso non ero dietro le finestre in cui hanno sparato. Anche questa volta io e la famiglia siamo salvi, solo perché mi sono accorta di quel che stava avvenendo. Questa non è terra per gente onesta e perbene, ma pretendo giustizia!!!”.
    A Gennaio del 2015 Daniela Larosa e la sua famiglia hanno subito un altro atto intimidatorio: qualcuno ha sparato dietro le finestre di casa, mentre altri bruciavano il portone. “In Aprile – racconta – sempre del 2015 hanno dato fuoco al mio negozio e alla mia auto. Dopo pochi giorni, a Maggio del 2015 hanno dato fuoco alla parte dell’auto che era rimasta integra (hanno preceduto di qualche ora il carro attrezzi). Questa notte hanno ancora dato fuoco al portone di casa, e le fiamme stavano propagandosi oltre. A casa si soffocava, a fatica riuscivo a parlare per chiamare forze dell’ordine e vigili del fuoco. Voglio vedere quando riceverò non il miracolo ma giustizia!!!”.

    Non chiede molto Daniela Larosa con la gola con la gola ancora arsa dal fumo acre del portone di casa bruciato mentre si appresta a sporgere l’ennesima denuncia. Giustizia per sé ed i suoi cari.

    Clara Varano