Viaggiare in treno sulle tratte regionali è, soprattutto in Calabria, un vero calvario. Lo sappiamo bene e lo sa anche il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, che, ospite ad UnoMattina sulla Rai, molto diplomaticamente ricorda che la competenza in materia, da oltre 15 anni, è della Regione. Certamente riconosce la necessità di un maggiore impegno anche da parte dello Stato, impegno che, però, adesso c’è, attraverso una serie di atti che daranno i loro frutti a patto che l’ente Regione si impegni dal canto suo. Davanti agli occhi del Ministro scorrono anche le immagini della Stazione di Catanzaro che, spiega il presidente dell’associazione Ferrovie In Calabria, Roberto Galati, è assurdamente collocata in mezzo alle campagne, ad oltre sette chilometri dal centro cittadino. Una cattedrale nel deserto e serve a poco il fatto che sia situata vicino alla Cittadella Regionale di Germaneto e all’Università. Di fatto, spiega Galati, non è collegata a queste. Impossibile andare a piedi, dovendo anche attraversare la corsia della superstrada, per arrivare alla Cittadella. Quindi tutti utilizzano l’auto e i treni nemmeno passano dalla stazione. Le rotaie sono arrugginite in quanto mai utilizzate. Fino a qualche anno fa su quella linea circolava un treno ogni ora, nei due sensi, oggi solo sette e non ci sono neppure i regionali che portino a Lamezia per la coincidenza con quelli a lunga percorrenza, come Freccia Argento o Intercity. La regionalizzazione dei servizi ferroviari, a partire dal 2000, ha portato una riduzione dei collegamenti su ferro in tutta la Calabria, ma soprattutto sulla fascia jonica. Sono stati soppressi i treni per gli studenti e gran parte del servizio è stato trasferito su gomma, con costi maggiori per gli utenti. L’intercity Taranto – Reggio è di fatto un treno regionale, il materiale rotabile è fatiscente, vecchio, inadeguato, ma costa appunto come un intercity, il doppio di un regionale. Tra il 2012 e il 2015 i tagli per i servizi ferroviari in Calabria sono stati pari al 26% con un paradossale aumento delle tariffe del 20%. Gli investimenti, nel frattempo, sono stati pari a zero. Per Delrio spiega che sono stati fatti investimenti sulla rete, come RFI, ma i treni sono pochi, vecchi e arrivano tardi perché perché non vi è stato, ad oggi, alcun investimento sulla tecnologia. La tratta jonica è stata ripristinata dopo l’alluvione di novembre in alcuni tratti, ma per il Ministro bisogna investire di più sia sull’infrastruttura, metterla maggiormente in sicurezza, sia sulla qualità dei treni, delle motrici e dei vagoni. “Adesso le regioni hanno la competenza, ha ripetuto il Ministro, ma bisogna che assieme allo Stato si faccia un grande piano che inverta la tendenza all’arretramento attuale.
L’Italia è un ‘esempio in tutto il mondo per l’alta velocità, ma non siamo affatto un esempio per il trasporto regionale, che è il vero punto da affrontare. Abbiamo messo 8 miliardi nel 2015 e altri 9 successivamente su questo settore delle reti regionali”. In Calabria il 46% dei treni ha più di 20 anni, ma il problema è che costano molto, quindi bisogna programmare la spesa. “In legge di stabilità, aggiunge Delrio, abbiamo inserito un fondo importante a disposizione delle regioni e dello stato per acquistare in maniera massiccia, nuovo materiale rotabile, diverse centinaia di treni, attraverso una centrale unica di acquisto. Le regioni, nel recente passato, non hanno speso i soldi che avevano a disposizione per acquistare treni ma per ripianare debiti vari, soprattutto sanitari. Per questo dobbiamo metterci insieme e lo abbiamo fatto con questo fondo. Credo davvero che in quest’anno abbiamo cambiato strada e sono fiducioso. Molte regioni del nord e anche il Lazio hanno preso la strada giusta, purtroppo in altre abbiamo questo ritardo storico da colmare”.
Marina Malara






