Nei giorni scorsi alcuni volontari dell’Osservatorio hanno percorso un lungo tratto (circa km. 2,8) dell’alveo del torrente Novito lato Siderno, in direzione mare-monte, e lato Locri, in senso contrario, ed hanno notato un elevato stato di degrado ambientale. I cumuli più sostanziosi dei rifiuti che sono sparsi su tutto il tratto percorso sono costituiti in prevalenza da materiali di risulta da lavori edili, scarti di lavorazioni, sia agricole che industriali. “A parte i materiali mediamente degradabili – scrive in un comunicato l’Osservatorio – ve ne sono di molto dannosi e pericolosi quali plastica, pneumatici e vetri rotti in quantità e tantissime lastre di copertura in eternit. Vi sono anche evidenti segni di combustione di gomme e suppellettili e larghi getti di cemento da lavatura. Purtroppo si è persino constatato che una gran parte dei reflui della città di Locri che dovrebbero essere smaltiti dal depuratore consortile di Siderno finiscono direttamente sull’alveo del torrente tanto da avere creato un’ampia zona maleodorante e malsana con inquinamento anche del braccio di mare antistante la foce. Per quest’ultimo punto, questo Osservatorio dà atto della solerzia del sindaco di Locri, il quale, appena ricevuta la nostra segnalazione, si è subito adoperato per il ripristino della conduttura fognaria che provocava il copioso sversamento di liquami.
Si rammenta che, ancor più grave, parte di essi sono smaltiti nell’area Sic (Sito di interesse comunitario).
Il sopralluogo è stato effettuato per una verifica in occasione della giornata mondiale delle zone umide che si celebra il 2 febbraio e coincide con la data della sottoscrizione della Convenzione di Ramsar in Iran ( 2 febbraio 1971) con cui si intraprese la tutela a livello mondiale delle aree umide particolarmente importanti per la conservazione della biodiversità.
L’Osservatorio ha segnalato, via PEC, a tutti i soggetti coinvolti nella responsabilità del rispetto dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini affinché si attivino con sollecitudine a rimuovere le cause dell’inquinamento documentato. Fa, inoltre, appello a tutti i cittadini a voler essere vigili e protagonisti nella tutela dell’ambiente che è direttamente collegato alla salute ed alla qualità della vita. Richiama con forza quanto affermato il Vescovo di Locri-Gerace, Mons. Francesco Oliva, nella sua lettera pastorale del 25 gennaio citando l’indignarsi non basta’ di Pietro Ingrao ha ribadito che ‘occorre … partecipare alla vita pubblica con lealtà, abnegazione e forza di sacrificio’”.







