La Grecia e la Latinità sono stati al centro di quelle comunità che avevano come capitale Sibari. Tra queste c’è San Lorenzo del Vallo. Archeologia e storia si intrecciano. San Lorenzo del Vallo e Sibari costituiscono le strade tra la Magna Grecia e la romanità. Spartaco combatte una battaglia decisiva proprio presso le rive dell’ Esaro. È un piccolo inciso sul quale sto lavorando per riscrivere le eredità “bellicose” di una comunità come San Lorenzo del Vallo. Le testimonianze archeologiche ci sono. Quelle storiche sono evidenti.
Si andrà avanti sino a raccontare il tutto. Comunque! Le piccole comunità si caratterizzano per la valorizzazione delle loro strutture storiche e per la capacità di dare un senso all’identità. Soprattutto nelle realtà meridionali il legame tra economia (inteso come sviluppo) e culture diventa sempre più importante, ma anche necessario.
Importante e necessario è un progetto riguardante la valorizzazione del Castello di San Lorenzo del Vallo. Provincia di Cosenza. Territorio che decifra le radici di cinque civiltà. Greca. Romana. Albanese. E prima ancora Araba. E poi Andalusa.
Spesso si dimentica un dettaglio. Anche se sono i dettagli a fare la storia. La prima comunità albanese, una delle prime comunità interattive con la civiltà della diaspora albanese e balcanica, (ovvero diventata Arbereshe) all’interno di quella che veniva definita la Chora della Sibaritide, fu San Lorenzo del Vallo. Non Spezzano Albanese.
Spezzano fu da “rifugio” per i primi albanesi giunti sul territorio. Questo significa che San Lorenzo del Vallo deve fortemente rivendicare storicamente il suo ruolo e da qui ripartire per permettere una lettura complessiva del processo geopolitico all’interno del contesto tra grecità e mondo Adriatico.
Un tassello non trascurabile sia dal punto di vista di una rilettura politica dell’asse storia – archeologia sia dal punto di vista della riproposta di quelle radici del Mediterraneo, ben forti in una memoria antropologica, che vedono San Lorenzo, con il suo fiume Esaro, al centro di una geografia che ha poi definito un percorso storico.
Ho avuto modo di specificare questi elementi anche in un mio studio recente. Ma c’è da sottolineare e rafforzare la tesi di una comunità le cui matrici, rispetto soprattutto all’attuale retroterra, sono nel binomio tra civiltà Adriatica e culture del Mediterraneo.
Puntare su queste sottolineature è porre al centro la funzione che potrà giocare anche la ricostruzione storica del Castello. La storia del Castello di San Lorenzo del Vallo non può essere slegata falla presenza albanese.
Il Cinquecento è il perno centrale intorno al quale si sviluppa la storia moderna di San Lorenzo. Da questa storia si ricostruisce la struttura abitativa della comunità oltre a quella antropologica e linguistica.
San Lorenzo, dunque, perno fondamentale di un crocevia tra Occidente ed Oriente.
L’archeologia è un atto dichiarante. La storia è un documento confermante. Il senso di identità è una espressione di civiltà che non può essere dimenticato. In ogni comunità vivono storie ad intreccio ed occorre una filosofia politica per caratterizzare i processi di integrazione tra storia e appartenenza.
Pierfranco Bruni





