“Non furono esercitate pressioni per l’assunzione di personale all’interno della Leonia”. È questo il comune denominatore scaturito dalla deposizione dei testi citati dai difensori di Bruno De Caria, l’ex direttore operativo della partecipata al 51% dal Comune di Reggio Calabria che si occupava della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città. De Caria è finito in manette nell’ottobre del 2012 nell’ambito dell’inchiesta firmata dal pm antimafia Giuseppe Lombardo con l’accusa di essere contiguo al clan Fontana di Archi e di aver permesso alla ‘ndrina di gestire la municipalizzata. Oggi a sfilare presso l’aula bunker di Viale Calabria sono stati alcuni esponenti di spicco della politica cittadina. Come l’ex assessore all’ambiente-oggi Senatore- Antonio Caridi il quale, rispondendo alle domande delle parti, ha sostanzialmente affermato che con De Caria “ esistevano normali rapporti fra assessore e dirigente”. Ed inoltre, che durante un periodo di grande criticità l’ufficio da lui ricoperto si rapportava con quello del commissario per la gestione rifiuti. “ Avevamo problemi non di raccolta dei rifiuti bensì di discariche. Quindi capitava che ci rapportavamo direttamente con il prefetto Sottile”, l’allora commissario. Alla domanda del pm Lombardo su un presunto rapporto fra De Caria e la ‘ndrangheta, il senatore ha risposto che all’epoca “ non vi era nessuna segnalazione di infiltrazione mafiosa all’interno della municipalizzata e mai nessuno mi ha segnalato ciò”. Subito dopo è stata la volta dell’avvocato Pasquale Melissari, all’epoca presidente della commissione che ha selezionato i candidati partecipanti al concorso pubblico, per titoli di esame, per l’assunzione in Leonia. “ In tutto vi furono 4 mila e 500 partecipanti. Un numero così grande che per la selezione ci siamo dovuti appoggiare come locali alla scuola “Principe di Piemonte”. Era un concorso molto complesso. C’era una parte scritta, una orale e anche una pratica. Le mansioni riguardavano quelle di autista e di operatore ecologico. Addirittura i candidati dovevano essere preparati in diritto dell’ambiente”. Anche a lui le parti hanno formulato la medesima domanda. E anche la risposta è stata la medesima. “Nessuna pressione- ha detto Melissari- mi fu esercitata da De Caria e da nessun’altro. Tutto si è svolto nella legalità. Né lui né altri si sono mai permessi di segnalare qualcuno per l’assunzione in Leonia. L’unica sollecitazione che la commissione ha ricevuto è stata quella riguardante la celerità delle operazioni concorsuali poiché serviva impiegare al più preso queste unità”. Dopo Melissari, la difesa di De Caria ha chiamato a salire sul banco dei testimoni Demetrio Naccari Carlizzi, all’epoca sindaco facente funzione e successivamente consigliere comunale di opposizione. “Dalla nostra Amministrazione non arriveranno mai pressioni su De Caria al fine di sollecitare assunzioni” ha spiegato Naccari il quale, come gli altri testi ha dichiarato come De Caria fosse un professionista preparato. “Sul piano aziendale non ho mai avuto alcun appunto da fare a De Caria . L’ho conosciuto come un uomo dal carattere forte e molto preparato tecnicamente. La Ecoteherm spa ( dove De Caria era il delegato ndr) in città fece un buon lavoro”. Anche Naccari quindi ha riferito di non aver mai ricevuto né saputo sulle presunte pressioni per le assunzioni dei lavoratori. Anzi quando molti di essi non furono impiegati, dopo il corso di formazione, “ noi di opposizione- ha detto il teste- ne abbiamo fatto una battaglia. Era opportuno che ad essere impiegati dovevano essere gli operatori già formati”.
Angela Panzera






